Il governo privatizzerà ancora - di Giuliano Augusto

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http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1375464990.jpgIl governo considera il 2013 come un anno di transizione. Quest’anno infatti, ha spiegato Enrico Letta, abbiamo scelto di fermare alcuni processi che erano stati avviati per tagliare il debito pubblico. L’anno prossimo, al contrario, si riprenderà la strada della crescita. Queste sono state le prime dichiarazioni, piuttosto sul generico, fatte ad un convegno indetto per i 90 anni del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Più esplicito sulle sue vere intenzioni, sul “nocciolo duro” delle misure che il suo esecutivo prenderà nel 2014, il nipote di cotanto zio lo è stato ad un altro convegno. Quello organizzato dal Financial Times sul futuro del nostro Paese. Un convegno nel quale l’aspeniano Letta (nel senso di membro del super “atlantico” Aspen Institute) ha giocato di fatto in casa. Non è stata un caso infatti la risposta pronta e immediata che il capo del governo ha voluto positivamente offrire all’invito di un quotidiano che da anni, un ventennio almeno, rappresenta una mina vagante ed una minaccia agli interessi nazionali dell’Italia. Il Financial Times, di proprietà del gruppo editoriale Pearson, è infatti da sempre l’espressione più genuina (si fa per dire) degli interessi finanziari della City londinese. Unitamente al confratello settimanale Economist, si trova in prima fila nell’attaccare l’Italia. Partendo immancabilmente dal livello abnorme raggiunto dal nostro debito pubblico, FT ed Economist finiscono immancabilmente per invocare la totale privatizzazione delle imprese italiane che si trovano ancora sotto controllo pubblico. Vuoi grazie al principio della golden share (interesse nazionale), vuoi a quello della golden rule (interesse strategico) che giustificano la proprietà pubblica di gruppi come Eni, Enel e Finmeccanica. Le stesse, non ci stancheremo mai di ripeterlo, che la finanza anglofona (Wall Street e l City) vorrebbero che il governo italiano mettesse in vendita, in modo che il nostro Paese venisse privato di qualsiasi spazio di manovra sul piano internazionale e si trovasse senza una politica estera. Siamo, tanto per cambiare, di fronte ad un ripetersi del meccanismo avviato dalla famigerata Crociera del Britannia del 1992 (2 giugno) quando i vari manager delle Partecipazioni Statali vennero edotti sulla necessità di avviare il processo di privatizzazione delle aziende pubbliche. Mani Pulite era appena stata avviata per spazzare via Dc e Psi, ritenuti troppo nazionalisti, e nell’ottobre successivo, tanto per fare comprendere che non era uno scherzo, ci fu la speculazione anglofona contro la lira, l’inutile difesa di Ciampi (Banca d’Italia) del rapporto di cambio della nostra moneta, la successiva svalutazione del 30% e l’anno dopo la svendita di diverse aziende pubbliche con un guadagno di un terzo per chi comprava.

L’assicurazione data da Letta è stata quindi che l’anno prossimo verranno avviate diverse altre privatizzazioni con quantità azionarie ancora da definire. “Sono sicuro – ha sostenuto - che la Legge Finanziaria è quella giusta e che con il piano di privatizzazioni potremo ridurre il debito il prossimo anno, per la prima volta dopo cinque anni”. Appunto. Gli ha fatto eco il ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, che ha precisato che già questa settimana sarà pronto un piano che indica quali beni, tra quello che non sono strategici per il Paese, possono essere privatizzati. Si tratta. ha insistito, di beni immobili e in alcuni casi quote di società, ma senza perdere il controllo. È appena il caso di ricordare che all’ultima assemblea dell’Eni per la prima volta le azioni depositate da soci privati (per poter votare il bilancio, e non limitarsi ad incassare i dividendi) hanno superato (31%) quelle dei soci pubblici (30,06%) e che il governo ha deciso di mettere in vendita la quota (4,3%) del Tesoro. Dopo di che l’Eni sarà scalabile anche da un concorrente come la Exxon e ridotta ad una filiale degli interessi anglo-americani. Con il povero Enrico Mattei che finirà per rivoltarsi nella tomba. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22666#sthash.XXW8OYFb.dpuf

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