Perché è giusto tagliare le pensioni più alte (e non solo)

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Perché è giusto tagliare le pensioni più alte (e non solo)

Appena sono uscite le prime indiscrezioni che il Governo, a caccia di soldi come sempre (ma non si usi il termine “manovra”), aveva intenzione di intervenire sulle pensioni più alte, subito sono esplose le polemiche.

Sembra che in Italia le pensioni siano “sacre” ed invece, assieme alla spropositata spesa sanitaria, sono IL PROBLEMA del nostro Paese.

Nel nostro Paese le pensioni sono straordinariamente ALTE, assolutamente sproporzionate rispetto al lecito, sappiamo che gli interventi legislativi che si sono susseguiti in questi ultimi anni andranno a sanare col tempo una situazione assurda creata negli anni dell’esplosione del nostro debito pubblico.

Ed allora, vista la necessità di far quadrare i conti la via d’uscita più logica è quello di diminuire (anche se personalmente sarei per togliere) i privilegi di coloro che sono andati in pensione con condizioni scandalosamente vantaggiose.

Come fare?

Semplicissimo!

Vi vanno a rivedere tutti i trattamenti pensionistici erogati, si ricalcolano con il metodo contributivo alla luce delle riforme già varate e che saranno adottate da tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si fa la differenza e su quanto percepito in più attualmente dai pensionati si stabilisce quale percentuale trattenere.

Teoricamente andrebbe fatto sul complesso delle pensioni erogate, ma è chiaro che le pensioni più basse, se ulteriormente tagliate, porterebbero frange della popolazione sull’orlo della povertà e quindi questa categoria di pensionati deve essere protetta e tutelata, si dovrà quindi agire in maniera progressiva, ma non si creeranno grosse disparità perché il vecchio sistema retributivo già privilegiava in maniera più massiccia chi aveva retribuzioni più elevate.

E’ un venir meno ad un contratto?

Certo!

Ma qualsiasi altra via sarebbe peggiore!

Vogliamo aumentare ancora la pressione fiscale? Vogliamo far fallire ancora migliaia di imprese? Vogliamo ancora far suicidare decine di imprenditori?

Non solo tutte queste cose sarebbero più ingiuste rispetto a diminuire dei privilegi accordati anni fa con leggi indecenti per le quali andrebbero processati i relatori e tutti i parlamentare che al tempo le votarono, ma prendere altre strade significherebbe affossare ulteriormente l’Italia e farla sprofondare in un baratro senza fondo.

Naturalmente tutto ciò non significa che non si debba proseguire con la spending review (quella seria, però), e sono perfettamente cosciente che tutti gli interventi che si potranno fare sono esclusivamente delle “cure compassionevoli”, la nostra economia, come ben tutti sapete, non ha bisogno di una cura shock (termine che risulta allarmante), bensì, soltanto, di riprendersi una moneta propria e non una “virtuale” derivante dalla media ponderata delle valute di 18 Stati differenti.

Ovviamente i sindacati sono già sul piede di guerra, quelli ormai rappresentano solo i pensionati e non si vergognano di fare gli interessi di una “casta”, quella che dopo anni di dolce far niente, se non danni, ora si gode anche “pensioni d’oro”.

Una “casta” che, più di ogni altra, ha contribuito al disfacimento economico del nostro Stato.

Giancarlo Marcotti

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