Al via la nuova rivoluzione industriale - di Gabriele Catania

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Al via la nuova rivoluzione industriale - di Gabriele Catania

Oggi è in corso una nuova rivoluzione industriale. Ne sono convinti in tanti, incluso il prestigioso settimanale The Economist. Tutto merito di tecnologie come i laser da taglio, le frese a controllo numerico e, soprattutto, le famose stampanti 3D. Non dovrebbe essere lontano il giorno in cui chiunque potrà trasformare il proprio garage in una piccola fabbrica dove "stamparsi" (a costi irrisori) la bambola per la figlia, il pezzo di ricambio per l'auto, il prototipo progettato nel weekend. "Si tratta di un cambiamento paragonabile alle rivoluzioni industriali del passato", dice al Caffè l'economista Stefano Micelli, autore del saggio "Futuro artigiano". L'era del 'fatto su misura' low cost è iniziata pure in Ticino.
Si potranno realizzare oggetti in tirature limitatissime senza sborsare grandi cifre. "Grazie ai laser da taglio diventa possibile, ad esempio, creare abiti di alta sartoria a costi limitati: una rivoluzione nel vestire - continua Micelli, che è il teorico degli 'artigiani digitali', capaci di coniugare saperi antichi e tecnologia -. Al sarto si danno le proprie misure antropometriche, lui con il laser taglia i tessuti senza possibilità di errore, e poi è libero di lavorare come in passato. Con queste nuove tecnologie lussi fino ad oggi privilegio di pochi potrebbero diventare, presto, un prodotto per la classe media".
Le opportunità per artigiani e imprenditori sono enormi. In Germania multinazionali del calibro di Siemens usano già tecnologie di stampa 3D, e un'azienda leader nel settore come la Eos di Krailling, in Baviera, vanta tra i suoi clienti Daimler e Bmw. Nell'Italia del nord, in Piemonte, l'impresa Avio Aero ha uno stabilimento di stampa 3D che produce componenti ad alta tecnologia per il settore aerospaziale.
Ma non mancano le piccole o micro imprese. A Trento, c'è la Hsl, che con la stampa 3D realizza gioielli e lampade esposti pure a New York. "C'è molta tecnologia nella nostro lavoro, ma pure tanto artigianato, tanta cura per la rifinitura e il dettaglio di pregio", precisa Ignazio Pomini, titolare dell'azienda veneta Dws che vende stampanti 3D agli orefici di tutto il mondo. La Svizzera, Paese tra i più manifatturieri in Europa, e pure il Ticino non restano indietro. A Muzzano, per esempio, c'è la Femtoprint. Una startup che ha creato una stampante 3D per realizzare in modo rapido ed efficiente micro-dispositivi in vetro. "La nostra tecnologia è polivalente, e in grado di soddisfare le esigenze di molteplici settori industriali e scientifici , dai centri di ricerca, università e laboratori all'industria di precisione ed orologiera, dal settore biomedico al mercato microelettronico e delle telecomunicazioni" spiega la Ceo Nicoletta Casanova.
Altra impresa all'avanguardia tecnologica è la EngiCer di Balerna. "Realizziamo prodotti personalizzati, cioè ingegnerizzati sulla base delle richieste del cliente - dice Sandro Gianella, tra i fondatori dell'azienda -. Stampiamo in 3D la matrice plastica, che poi viene ceramizzata secondo un processo sviluppato da noi. Il mercato è globale e siamo attivi in molti progetti di ricerca europei". Anche il mondo della formazione è in fermento. Al campus di Canobbio della Supsi, la Scuola universitaria professionale, c'è un "fablab", "Cioè un laboratorio di fabricazione digitale dove si può trasformare un'idea in un progetto reale - spiega la ricercatrice Serena Cangiano -. Le tecnologie che usiamo sono principalmente macchine a controllo numerico, apparecchiature controllate dai computer e che possono produrre un oggetto a partire da un file digitale".
Dal fablab al business il passo è breve. È il caso di uno studente, il designer Matteo Loglio, vincitore dell'Interaction Design Awards, che presto distribuirà in tutto il mondo, con la sua startup, un giocattolo interattivo "prototipato" proprio a Lugano.

http://caffe.ch/stories/cultura/47882_al_via_la_nuova_rivoluzione_indiustriale/

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