Il network del terrore impoverisce l'Africa - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Il network del terrore impoverisce l'Africa - di Loretta Napoleoni

La destabilizzazione del Medio Oriente per mano di gruppi armati religiosi e milizie settarie non è un problema esclusivo di questa regione. In Africa assistiamo a fenomeni simili legati all'impoverimento delle economie di un intero continente.
Nel Sahel, la regione che si trova a sud del Sahara, 20 milioni di persone sopravvivono in condizioni precarie a causa della crisi alimentare, ad esse bisogna aggiungere 5 milioni di bambini denutriti. Un'emergenza, questa, legata ai cambiamenti climatici che hanno prodotto prolungate e ricorrenti siccità e all'acquisto da parte delle ricche nazioni straniere delle terre più fertili del continente africano, il cosiddetto "land grabbing". Secondo le organizzazioni internazionali la crisi non è solo a carattere umanitario ma politico, poiché erode la stabilità dei governi della regione e così facendo allarga le file dei gruppi armati locali. La povertà è infatti terreno fertile per il reclutamento, specialmente tra i giovani disoccupati.
Una ad una le nazioni del Sahel sono vittima di conflitti religiosi ed etnici, un processo dove il deterioramento delle condizioni economiche va a braccetto con la corsa degli estremisti armati ad accaparrarsi le risorse naturali della regione. In Nigeria gran parte del nord del Paese è ormai in mano a Boko Haram; in Mali si combatte tra i separatisti Tuareg, le varie fazioni islamiche e l'esercito nazionale; nella Repubblica Centro Africana imperversa una lotta fratricida tra fazioni cristiane ed islamiche che rischia di degenerare in un genocidio; nel Maghreb al Qaeda imperversa con razzie e attentati terroristici. Va detto che in Africa le armi non mancano, con la caduta di Gheddafi il suo arsenale è stato saccheggiato e le armi sono state vendute nel Sahel, nel resto dell'Africa e nel Medio Oriente.
Secondi le statistiche delle Nazioni Unite, nel 2013 il numero degli attentati terroristici nel Sahel è aumentato del 60 per cento dall'anno prima a causa dell'acuirsi delle crisi in Mali, Nigeria e Libia. Ma non basta, i gruppi armati stanno anche diventato transnazionali, stipulando alleanze e fusioni sulla base dell'etnia e della religione, un modello già sperimentato con successo in Siria dallo Stato Islamico. Il pericolo vero è la creazione di network del terrore che colleghino il Sahara, il Sahel, l'Africa occidentale a quella orientale.

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