" Traffico d'oro dal Perù al Ticino" di Mauro Spignesi
Il suo ufficio è in Perù, a Sant'Isidoro, centro a sud di Lima, a migliaia di chilometri di distanza dal Mendrisiotto. Ma sul tavolo del procuratore Julio Guzman ci sono le mappe che segnano tappa dopo tappa un traffico speciale, luccicante. È quello che percorrono centinaia di tonnellate di oro grezzo cavato via dai giacimenti di Madre de Dios, regione tropicale alla frontiera del Brasile, grande due volte la Svizzera. Oro che sarebbe stato acquistato anche da due leader svizzeri del settore come la Metalor di Neuchâtel e la Mks di Ginevra. Quest'ultima, almeno secondo quanto scritto in un reportage su Le Matin e secondo notizie raccolte dal giornale El Comercio, lo farebbe raffinare in Ticino, nel suo stabilimento Pamp a Castel San Pietro.
Vero, falso? Pamp sostiene che tutto il minerale che giunge in Ticino viene controllato attentamente. A questo punto, l'unica certezza è, dunque, che c'è una inchiesta con ipotesi d'accusa per manager e uomini d'affari peruviani che vanno dall'estrazione mineraria illegale, al riciclaggio, sino all'inquinamento di lunghi tratti di fiumi in cui sarebbero state riversate dosi massicce di mercurio utilizzato per la prima lavorazione dell'oro che avrebbero anche intaccato la foresta. Per Òscar Castilla, reporter giudiziario di El Comercio, che ha seguito da vicino la vicenda scrivendo diversi articoli, negli ultimi anni sarebbero state esportate quasi 25 tonnellate d'oro (900 milioni di dollari di valore) in Svizzera, provenienti dalle miniere reputate dai magistrati non propriamente legali. Non solo. C'è il sospetto - racconta sempre Le Matin - che quest'attività d'estrazione possa essere stata finanziata dal narcotraffico. Il procuratore Guzman, che da quando s'è insediato due anni fa ha dichiarato una guerra senza frontiere alle miniere illegali, ha chiesto alle autorità di Berna "di verificare meglio l'origine dell'oro peruviano". Una richiesta rilanciata anche da diverse associazioni umanitarie e ambientaliste che stanno conducendo una battaglia per salvare la regione di Madre de Dios.
Secondo un filone d'indagine, la strada dell'oro, dopo la tappa di partenza in Perù, decollerebbe attraverso voli aerei della Klm che porterebbero le partite di minerale sino ad Amsterdam. Qui verrebbero sdoganate e successivamente trasferite a Ginevra e Neuchâtel per poi finire in Ticino per la raffinazione che termina con la produzione di lingotti e componenti per le industrie dell'orologeria.
Ma come, attraverso quali passaggi? L'Ufficio comunicazione in materia di riciclaggio di Berna, precisa che fra le oltre 1.500 segnalazioni solo una riguarda il traffico d'oro. "Il problema è che abbiamo un deficit di trasparenza che va affrontato urgentemente", spiega a Il Caffè Wermuth Cédric, consigliere nazionale socialista, che ha presentato una interpellanza al Consiglio federale: "Non esiste da tempo, esattamente dal 1981, neppure una statistica pubblica sull'oro che viene importato, la quantità e la sua origine. Su questo dobbiamo riflettere, perché l'estrazione di questo metallo prezioso, oltre a creare inquinamento e violazione dei diritti umani, genera riflessi negativi a livello d'immagine sulla Svizzera". Berna, tenendo conto che lo scenario sta mutando e le pressioni internazionali si fanno più insistenti, ha promesso un gruppo di lavoro "per la realizzazione di una catena di valore dell'oro etico". ( Fonte: www.caffe.ch)
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