" Stati e privati a caccia di denaro" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://attualizzando.files.wordpress.com/2009/11/loretta-napoleoni.jpg?w=215&h=300Quando lo stato è in aperta competizione con il settore privato nella raccolta del denaro, gli indicatori economici e quelli finanziari nel barometro dell'economia iniziano a muoversi in direzioni opposte. È quanto sta succedendo in Spagna ed in Italia. Mentre le aste del debito pubblico vanno benone, sono ampiamente sottoscritte e lo spread scende, perdura in queste nazioni sia la fuga di capitali all'estero, l'aumento dei debiti in moratoria e la contrazione del credito. E le previsioni per il 2012 e 2013 sono tutte negative; secondo molti economisti l'anno prossimo il Pil spagnolo potrebbe scendere a quota - 6,2 per cento e quello italiano contrarsi del 2,8 per cento.
L'economia spagnola ancora soffre a causa della bolla immobiliare, ed infatti secondo la Banca di Spagna ci sono più di 1,2 milioni di case invendute. Alta è anche l'insolvenza dei debiti. Ad agosto quelli in moratoria  sono saliti al 10,5 per cento del totale dei prestiti bancari, mentre a luglio erano il 10,1, pari a 9,3 miliardi di euro. La banca di Spagna li ha già classificati prestiti in default perché sa bene che non verranno mai ripagati. Sono 17 mesi, dal dicembre del 2006, che l'indicatore dei debiti in moratoria cresce mensilmente, da quando il boom immobiliare spagnolo è andato in frantumi. Sempre secondo la Banca di Spagna ad agosto i crediti elargiti dalle banche al settore privato si sono contratti dell'1,1 per cento e del 5 per cento su scala annuale. Anche i depositi si sono contratti dell'1,1 per cento e dell'8,7 per cento su base annuale.
In Italia, nonostante il governo Monti continui ad affermare che la caduta dello spread è l'indicatore più importante della ripresa economica, i fondamentali d'economia raccontano un'altra storia. I depositi degli stranieri continuano a scendere, ad agosto si sono contratti del 15,4 per centro contro il 17 del mese precedente. Unico dato positivo un modesto aumento dei depositi sempre ad agosto pari allo 0.57 per cento. Ma ciò non si è tradotto in un aumento del credito, che invece continua a contrarsi. I prestiti a imprese non finanziarie ed alle famiglie sono scesi del 2,6 per cento, ed è il quinto mese consecutivo che ciò avviene. Anche i debiti in moratoria sono saliti del 15,6 per cento rispetto all'anno precedente per un totale di 116 miliardi di euro.
È chiaro che le banche nazionali usano la liquidità per acquistare il debito pubblico e così facendo privano il settore privato della linfa vitale, tra qualche mese e questo comporta una continua contrazione del Pil. Non è certo questa la politica economica necessaria per uscire dalla recessione.
Fonte: www.caffe.ch

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