" Dopo l'effetto Osama, Obama perde punti" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://i17.photobucket.com/albums/b72/mirko1313/loretta-napoleoni-leuropa-un-grande.jpgÈ iniziata la campagna elettorale americana ed il Presidente Obama fatica a mantenere alto l'indice di gradimento. La cattura di Osama bin Laden lo ha riportato solo temporaneamente al di sopra del 50% delle preferenze dei votanti. I sondaggi della catena televisiva Abc e del Washington Post lo danno infatti a pari merito con William Mitt Romney, il probabile candidato dei Repubblicani, al 47%. Ma non basta, quest'ultimo registra un 49% di preferenze tra gli elettori registrati mentre Obama è fermo al 46%. Nel 2009 i numeri erano completamente diversi: la sua popolarità oscillava tra il 70 e l'80%. Insomma siamo lontani dai tempi in cui tutta l'America lo osannava.

A Barack Obama si rimprovera di non aver fatto abbastanza per rimettere in carreggiata l'economia. A maggio il tasso di disoccupazione ha toccato il 9,1%, ciò vuol dire che 14 milioni di americani sono senza lavoro, troppi per confermarlo alla Casa Bianca. A detta del New York Times, infatti, dai tempi di Franklin Delano Roosevelt, e cioè dalla Grande Depressione, nessuno è stato mai rieletto con un tasso di disoccupazione superiore al 7,2%.

Il 60% dei votanti sostiene che Obama non è in grado di guidare l'economia, basta guardare alle dimensioni mastodontiche del deficit di bilancio, ormai oltre i limiti imposti dal Congresso, per capire da dove proviene questa critica. Lo scorso mese si è dovuto votare per aumentare il tetto del deficit altrimenti non si potevano pagare gli stipendi agli statali. Anche lo stimolo economico lanciato nel 2009, pari a 800 miliardi di dollari, non ha funzionato come si sperava sostiene chi lo critica. Gran parte del debito, poi, è nelle mani dei cinesi ed agli americani questa cosa non va proprio giù; infine i prezzi delle case continuano a scendere, impoverendo i proprietari che le hanno acquistate ai tempi del boom immobiliare.

Barack Obama potrebbe fare la stessa fine di Jimmy Carter che perse le elezioni a causa della cattiva performance economica. Nel 1980 la disoccupazione era al 7,5% e l'inflazione al 9,7%. Durante i quattro anni della sua presidenza il Pil per capita reale, e cioè al netto dell'inflazione, era stato negativo ed il paese era in recessione. Tuttavia fino all'ultimo negli exit pool Carter e Reagan, un politico sconosciuto proveniente da Hollywood, erano testa testa. L'America scelse Reagan quando questo durante l'unico dibattito televisivo tra i due pose ai telespettatori questa domanda: voi americani oggi siete più ricchi o più poveri di 4 anni fa'? Facile intuire la risposta.

Obama parte svantaggiato perché' gli americani durante i quattro anni della sua presidenza sono diventati più poveri, l'America si è indebitata ulteriormente ed il futuro appare senza molte speranze. Nonostante continui ad essere molto popolare all'estero, in America il presidente deve sempre fare i conti con il portafoglio dei suoi elettori, ed oggi è sempre più vuoto. ( Fonte: www.caffe.ch)

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