" Wall Street ignora le parole di Bernanke" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Poco più di un’ora è durata la “paura” di Wall Street, poi gli indici sono tornati a risalire ed hanno terminato la loro corsa non lontani dai massimi di giornata.

 

Continua ad essere impietoso il confronto dell’ultimo hanno fra l’indice principale della Borsa americana (lo S&P500) e quello della Borsa italiana (il Ftse Mib).

 

Per avere un’idea della disparità di performance, un anno fa lo S&P500 valeva circa 1.305 punti, oggi ha chiuso a 1.364 punti, ebbene se invece avesse avuto il rendimento della Borsa italiana in quest’anno oggi lo S&P500 varrebbe all’incirca 960 punti.

 

La domanda da porsi è: come sarebbe il mondo con lo S&P500 a 960 punti? Meglio non pensarci!

 

Signori oggi lo S&P500 ha chiuso a 1.363,67 punti questa è la realtà e di questo dobbiamo discutere.

 

Il cambio EurUsd è intorno a quota 1,23 quindi leggermente salito rispetto alla vigilia (+0,22%), nella realtà però nelle ultime ore è successo di tutto, da 1,228 che faceva segnare alle 16:00 ora italiana (quando Bernanke comincia a parlare) il cross crolla in quaranta minuti a 1,219 per poi risalire nelle ore successive a 1,2295. Per coloro che operano sul forex grandi opportunità di guadagno e grandi rischi.

 

Sul fronte macro eccellente il dato sulla produzione industriale aumentata dello 0,4% a giugno dopo che a maggio era scesa dello 0,2%. In crescita anche l’indice di fiducia dei costruttori edili che è letteralmente volato a quota 35 punti (massimo livello dal 2007), a mio avviso questo è un dato da rimarcare, non mi stancherò mai di ripetere, infatti, che la crisi è nata dal comparto immobiliare e si supererà con la ripartenza del comparto immobiliare.

 

Insomma una seduta che prima ha “spaventato” gli investitori, ma alla fine è risultata estremamente positiva, soprattutto a livello psicologico.

 

Dow Jones (+0,62%) standing ovation per Walt Disney (+3,11%) che stabilisce il proprio nuovo record storico polverizzando il precedente e concludendo le contrattazioni a 49,35 dollari dopo aver toccato in intraday anche quota 49,92 dollari. Il titolo ha beneficiato dell’ennesima promozione, stavolta arrivata da BofA che ha portato il rating del titolo a “Buy” dal precedente “Neutral”. A seguire troviamo un altro titolo in particolare spolvero ormai da quasi un anno, ci riferiamo a Pfizer (+2,12%) a 23,62 dollari, una valutazione che il colosso farmaceutico non vedeva dal 4 febbraio 2008!!! Discorso analogo per l’altro farmaceutico Merck (+1,94%) planato a 44,19 dollari, quota che non toccava dal 28 marzo 2008!!!

 

In fondo alla classifica Home Depot (-1,42%) che ha invece subito un taglio di rating da parte di Janney Montgomery Scott che ha declassato il titolo a “Neutral” dal precedente “Buy”. In calo anche Ibm (-0,62%) e Alcoa (-0,60%).

 

S&P500 (+0,74%) con i titoli del comparto energetico in evidenza, Baker Hughes (+3,65%), Devon Energy (+3,32%) e Apache Corp (+3,07%).

 

Sul fondo della classifica odierna troviamo invece Emc (-1,59%), Lowe’s Comp. (-0,97%) e Philip Morris (-0,94%).

 

Nasdaq (+0,45%) ha limitato maggiormente i guadagni nonostante i guadagni di Mattel (+9,70%) volato dopo una trimestrale boom (eps a 0,28$ contro un consenso di 0,07$). Continua anche il recupero di Seagate Tech (+2,80%), quindi O’Reilly Automotive (+2,14%).

 

Continua il disastroso 2012 per Ctrip.com (-7,41%), ma forti vendite anche su Broadcom (-3,93%) e Micron Tech (-3,83%).

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