" Parla Bernanke: le Borse scendono" di Giancarlo Marcotti
Una giornata di Borsa all’apparenza tranquilla ha inaspettatamente e pesantemente virato in negativo, si sono così improvvisamente rivisti gli spettri che ci sembravano solo un brutto ricordo dopo la bella ripresa della fine di giugno seguita al summit dell’Ue.
Questo inizio di secondo semestre ci aveva già messo in mostra tutte le difficoltà del momento, ma nei giorni scorsi forse ci eravamo illusi di aver superato ciò che pareva un fisiologico storno ed invece?
Ed invece Ben Bernanke ci ha riportato alla realtà!
Il Presidente della Fed non ha detto nulla di nuovo, ma non occorreva, bastava infatti ricordare in quale situazione ci troviamo. Soltanto ieri il FMI ha (sempre per l’ennesima volta) ridotto le stime di crescita mondiali, frena l’Europa, frena l’Asia … e non possono far altro che frenare gli Stati Uniti.
Ok, ma se non c’è nessuna novità perché le Borse hanno stornato in questo modo? Semplicemente perché Bernanke non ha fatto cenno ad alcuna nuova misura di sostegno all’economia. Questo è il punto.
Molti economisti, infatti, sostengono che quel minimo di ripresa che si vede attualmente negli Stati Uniti nella realtà non esiste essendo integralmente dovuta a misure straordinarie di politica fiscale e monetaria che fungerebbero da “droga”.
Personalmente sono solo parzialmente d’accordo, di certo però non si possono perpetrare all’infinito misure eccezionali, prima o poi l’economia deve ripartire “con le proprie gambe” e Bernanke ci ha ribadito che questo non è ancora successo.
Perciò il risultato immediato è stato uno storno secco del comparto bancario (che novità!) e la nostra Piazza Affari non poteva che risentirne più di altre.
Ed eccoci così al solito bollettino di guerra: Banca Popolare di Milano (-3,92%), Banca MPS (-3,24%), Banca Intesa (-3,08%), tanto per cominciare e poi Ubi Banca (-2,64%), Unicredit (-2,34%), Mediobanca (-2,29%), Bper (-1,88%) e Banco Popolare (-0,87%).
Uscendo dal comparto bancario, sempre per quanto riguarda il nostro Ftse Mib (-0,94%), altri ribassi importanti sono stati fatti registrare dalla solita A2A (-2,63%) per la quale ora però è arrivato il momento davvero decisivo. Ci aspettavamo perlomeno una parola dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, invece abbiamo sentito soltanto il Presidente del Consiglio di Gestione, Graziano Tarantini fare un annuncio che ovviamente ha ulteriormente spaventato i mercati, il nuovo piano industriale sarà presentato in una data imprecisata in autunno.
Carissimo Sig. Tarantini, la casa sta bruciando adesso ad autunno potrà forse già trovare solo il fumo, cosa sta facendo ADESSO per diminuire gli oltre 5 miliardi di debiti?
In caduta anche Pirelli (-2,37%) che riprende immediatamente a scendere dopo la pausa della vigilia, e le prospettive non sono incoraggianti.
Infine citiamo anche il ribasso di Impregilo (-2,37%).
Ma concludiamo dando uno sguardo alla parte alta della classifica odierna, per segnalare l’ottimo risultato di Lottomatica (+3,14%) dopo aver ricevuto dalla G4 la certificazione internazionale sul Gioco Responsabile.
A seguire troviamo Ansaldo (+1,64%) che purtroppo chiude ben lontana dai massimi toccati intraday, poi Tod’s (+1,63%) tornato perlomeno sopra quota 71 euro.
Termina lontana dai massimi anche Parmalat (+1,22%) che aveva abbondantemente superato quota 1,5 euro, da segnalare infine anche i rialzi di Atlantia (+0,97%) e Saipem (+0,87%), entrambe confermano il buon momento attuale.