La Sicilia rischia il default, intanto Monti preme su Lombardo per dimissioni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.corriereinformazione.it/images/stories/200x159xlombardo,281,29.jpg.pagespeed.ic.10GoLE0qai.jpgMancano pochi giorni alla fatidica data del 31 luglio, giornata che dovrebbe segnare le dimissioni del presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo.

Intanto lo spettro di un possibile default si affaccia sulla regione siciliana ma lo stesso Lombardo non sembra preoccuparsene molto e prosegue instancabile con le nomine di dirigenti e rimpasti vari di giunta. L’isola siciliana presenta un conto unico di tesoreria quasi nullo, infatti qualche giorno fa in quelle stesse casse regionali c'erano solo 3 milioni di euro. Incomincia a scarseggiare il denaro per gli stipendi, le imprese fornitrici non vengono pagate, le spese sono in costante crescita nonostante le entrate fiscali segnino una rovinosa caduta.

E’ in questo contesto di decadenza di risorse pubbliche che il premier Mario Monti inizia un pressing senza sosta verso lo stesso Governatore Lombardo. In una nota della presidenza del Consiglio si legge che Monti ha scritto una lettera a Lombardo nella quale gli chiede espressamente di confermare le dimissioni. Il motivo è la paura per un possibile rischio di default della Regione, non si escludono quindi possibili interventi del Governo e l'ipotesi di un commissariamento.

La nota di palazzo Chigi riporta che: “ Il Presidente del Consiglio Mario Monti, facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio il premier ha scritto una lettera al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo per avere conferma dell'intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio. Le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un'azione da parte dell'esecutivo - sottolinea la nota - non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati “.

La nota prosegue facendo un chiaro riferimento all’amministrazione di Lombardo: “ Le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un'azione da parte dell'esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti più efficaci e adeguati”.

Ma la paura esiste anche a livello europeo. La stessa Unione europea aveva qualche giorno fa lanciato l'allarme e, per i mancati controlli, Bruxelles ha sospeso i fondi destinati all'isola.

Confindustria Sicilia e tutti gli imprenditori hanno invece deciso di chiedere direttamente il commissariamento di Palazzo dei Normanni.

Ad essi si sono unite le associazioni sindacali, con Cgil, Cisl e Uil, che hanno scritto una lettera al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, per “ L'aggravamento della drammatica situazione economica, sociale ed occupazionale della Sicilia”.

Inoltre, con l’appello chiedevano anche una immediata attivazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del premier, Mario Monti,

“ Per sottoporre alla loro attenzione l'urgenza di interventi diretti, mirati e straordinari nei confronti della Regione siciliana”.

Le risorse pubbliche sono dunque finite, ma nessuno mostra il coraggio di dire stop e tagliare le spese, forse in nome del meccanismo clientelare che di anno in anno ha dilaniato tutto, indistintamente. Sia da destra, sia da sinistra, la politica dei favori è sistemica. Ne rappresenta una prova la giunta Lombardo che, nonostante l'appoggio del Pd, non ha mostrato sostanziali cambiamenti. Lombardo novello Nerone lascia che la Sicilia bruci, continuando l’inesorabile gioco dello scaricabarile, sperando così di addossare le proprie colpe a chi si insedierà in futuro.

S.B.

Fonte: http://www.corriereinformazione.it/2012071720643/politica/la-sicilia-rischia-il-default-intanto-monti-preme-su-lombardo-per-dimissioni.html

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