Volcker: «Col proprietary trading si rischia il conflitto d'interesse»

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://1.bp.blogspot.com/-KUNf3PeQ6ZM/TcPfvOEmtYI/AAAAAAAAAMk/33pecr1qhb8/s1600/paul+volcker.gifPer le banche è impossibile gestire i potenziali conflitti d'interesse derivanti dalle proprie attività di trading. A dichiararlo è stato l'ex presidente della Fed Paul Volcker, parlando della norma che porta il suo nome.
Se sulle funzioni delle banche viene caricato «un sistema di trading altamente remunerato – molto altamente remunerato – che ha scarsa considerazione per le relazioni coi clienti», ha dichiarato, ciò «presenta conflitti culturali che sono difficili – ritengo davvero impossibili – da riconciliare con successo in un singolo istituto». L'occasione per il suo intervento era rappresentata da un'udienza a Washington con una sottocommissione del Senato, riunitasi per discutere i rischi ai quali è esposto il sistema finanziario per via di un settore bancario ipertrofico ed estremamente interconnesso. Un problema che si è dimostrato cruciale a partire dalla crisi del 2008. Il senatore democratico Sherrod Brown ha introdotto una proposta per limitare le dimensioni dei colossi bancari. Un altro disegno di legge simile era già stato introdotto nel 2010, per poi essere respinto dal Senato.
Volcker, pur vedendo con favore un sistema bancario meno concentrato, ha affermato di potersi “rassegnarsi” alla configurazione attuale degli istituti statunitensi. Ma il divieto di proprietary trading, ha confermato, potrebbe rappresentare un «passo importante» per affrontare il rischio di conflitti d'interesse. La Volcker rule nasce proprio allo scopo di evitare che le banche mettano a rischio il denaro dei propri clienti – e quindi lo Stato, chiamato a intervenire in loro soccorso. Ma ha incontrato la ferma opposizione da parte dei colossi bancari stessi. Secondo Volcker, tuttavia, la complessità che viene tanto criticata è in parte una conseguenza proprio di quest'intensa attività di lobbying.  ( Fonte: www.valori.it)

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