" Unicredit e Ghizzoni: squallidi e ignobili! La vergogna di essere italiano " di Giancarlo Marcotti
“La banca è sempre disponibile a valutare ragionevoli proposte transattive quale strumento per definire bonariamente contenziosi con la clientela. Per questo, ho chiesto ai colleghi di ricontattarla in merito”. Ha detto l’AD di Unicredit, Federico Ghizzoni nel corso dell’assemblea dei soci in risposta ad un precedente intervento shock di un cliente/azionista che aveva paventato un possibile suicidio.
Cosa era accaduto? Dobbiamo fare un passo indietro e raccontare l’accaduto.
Il Sig. Roberto Di Taranto, cliente della filiale di Parma di Unicredit, è un imprenditore titolare di tre società, nel 2009 “per errore” la banca lo segnala alla centrale rischi di Bankitalia per un ritardo di pochi giorni nel pagamento di due rate di mutuo. A causa di questo imperdonabile errore vengono revocati tutti i fidi e quindi, inevitabile, ne consegue il fallimento.
Al Sig. Di Taranto, quindi, viene distrutta la vita!!!
La sua famiglia viene ridotta sul lastrico, ha 55 anni e nessuna possibilità di trovare un’altra occupazione, si rivolge naturalmente alla magistratura, il Tribunale di Parma, per ben due volte, gli dà ragione, ma siamo in Italia, ed UNICREDIT SI RIFIUTA DI ACCETTARE UNA TRANSAZIONE RISARCITORIA!!!
Lo so che può sembrare impensabile, ma è così!
Al Sig. Di Taranto non resta che fare una causa contro Unicredit, ma siamo in Italia (e due!), quando si arriverà ad una sentenza definitiva? Troppo tardi?
Per questo il Sig. Di Taranto chiede di parlare in assemblea, in qualità di piccolo azionista e, dopo aver raccontato l’accaduto chiede di votare una mozione con la quale arrivare rapidamente ad un risarcimento danni, terminando l’intervento con un’affermazione shoccante: “senza attendere i tempi troppo lunghi della giustizia, altrimenti non escludo di allungare la lista degli imprenditori che si sono suicidati”
E quella riportata ad inizio articolo è la risposta data dall’AD Ghizzoni.
Ora, Sig. Ghizzoni, io non la conosco, ma con questa risposta lei ha dimostrato di essere una persona squallida e ignobile!!!
Ad una persona disperata, poiché lei, e la società che lei rappresenta, hanno distrutto l’esistenza, non si può rivolgere in burocratese, ed oltretutto in maniera falsa!!!
Due cose solo le faccio notare.
La prima: “la banca è sempre disponibile…”, ma con che faccia!!!
Dopo aver fatto un errore imperdonabile, che ha portato a distruggere la vita ad una persona ed alla sua famiglia, non le sono bastate due sentenze del Tribunale! Ancora la sua Banca si è rifiutata di risarcire i danni preferendo andare incontro ad una causa civile contando sul fatto che siamo in Italia (e tre!) e quindi la sentenza, se arriverà mai, sarà emessa almeno fra un decennio e nel frattempo, magari il dante causa sarà morto (meglio ancora se si sarà suicidato).
Ma quale essere immondo è in grado di poter solo pensare una cosa simile, occorre avere l’animo del torturatore!
Altro che sempre disponibile, caro Sig. Ghizzoni, se il Sig. Di Taranto non avesse parlato nel corso dell’Assemblea, col …., che Unicredit sarebbe arrivata a proporre un accordo. E poi che vuol dire “valutare ragionevoli proposte transattive” cosa vuole già tirare sul prezzo? Al Sig. Di Taranto va restituita una vita, ed una vita vale milioni di euro! Proprio come quelli che lei percepisce di compenso … OGNI ANNO!!!
La seconda: “Per questo ho chiesto ai miei colleghi di ricontattarla in merito”
Guardi Sig. Ghizzoni, ma lei conosce il significato della parola sensibilità? Una persona ha avuto la vita rovinata da lei e dall’Istituto che lei rappresenta e lei non sente neppure il dovere, umano e morale, di incontrare quest’uomo e chiedere scusa PERSONALMENTE? La sua “magnanimità” arriva fino a proporre di far incontrare il Sig. Di Taranto con qualche “suo collega”?
Personalmente, cari lettori, io ho ancora l’ardire di indignarmi quando vengo a conoscenza di fatti come quello purtroppo accaduto al Sig. Di Taranto, al quale va tutta la mia solidarietà di uomo e italiano. Mi vergogno infatti di essere cittadino di un Paese in cui la giustizia è regolarmente calpestata finendo per avvantaggiare i falsi e disonesti.
E, per concludere, stendiamo un velo pietoso anche sulla stampa italiana, è semplicemente vergognoso leggere come “Il Sole 24 Ore” abbia trattato l’argomento, mi limito a citare il titolo dell’articolo: “Azionista UniCredit in assemblea: o mi aiutate o mi suicido. Ghizzoni: la banca è disponibile”, sembra che sia la Banca, magnanima, a rendersi disponibile per aiutare una persona in difficoltà!!! Semplicemente IGNOBILE!!!