Usa, nessun rinvio per i limiti alle commissioni delle carte di debito

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Il Senato statunitense ieri ha respinto un piano bipartisan che avrebbe rinviato le nuove regole federali che impongono alle banche di ridurre le commissioni sulle carte di debito. Ciò significa che le nuove norme, come previsto, diventeranno effettive a partire dal mese prossimo. Si tratta di una sicura stangata per gli istituti di credito, che vedranno svanire i miliardi di dollari che finora hanno intascato grazie alle “fees”.

Queste ultime – pari al 2% del valore di ogni transazione effettuata – erano da tempo nel mirino dei regolatori americani. Che, nel Dodd-Frank Act, avevano previsto uno stop definitivo. Ma il democratico Jon Tester aveva presentato una mozione per rinviare di almeno un anno l'attuazione di tale norma. Un lasso di tempo che, a suo parere, sarebbe stato necessario per studiare un modo per non impattare troppo pesantemente sugli introiti delle banche più piccole. Queste ultime, infatti, formalmente sono escluse dall'obbligo di tagliare le commissioni. Ma, dove non interviene direttamente la legge, subentra la legge di mercato: ed è prevedibile che ben presto anch'esse debbano adeguarsi pur di restare concorrenziali. La proposta di Tester si è però fermata a 54 voti: il quorum necessario per l'approvazione era di 60.

Si tratta di un'indubbia vittoria per i consumatori. E, dall'altro lato, di un duro colpo per i colossi finanziari. Secondo un'analisi condotta di recente dalla società di consulenza Oliver Wyman, i nuovi limiti federali potrebbero portare a un calo pari addirittura al 73% negli introiti derivanti dalle commissioni. Questi ultimi complessivamente potrebbero scendere a 4,4 miliardi di dollari: nel 2009 ammontavano a 16,2 miliardi.

( Fonte: www.valori.it)

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