Usa, le banche più piccole contro la chiusura di Fannie Mae e Freddie Mac

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201104/fannie-freddie2.jpgRepubblicani e democratici sembrano concordi: bisogna chiudere Fannie Mae e Freddie Mac. E, in generale, diminuire il supporto pubblico al settore dei mutui. Ma sul fronte contrario si sono schierati gli istituti di crediti più piccoli, che si vedono minacciati da una simile prospettiva.

 

Attualmente, negli Stati Uniti, 9 mutui su 10 sono garantiti dalle agenzie federali o da Fannie e Freddie. Queste ultime, a seguito della crisi immobiliare, sono scampate al fallimento grazie ad un intervento pubblico dai costi esorbitanti. Secondo una stima, entro il 2012 si potrebbe arrivare ad un saldo di 169 miliardi di dollari. A questo punto, la strada per la loro progressiva eliminazione sembra segnata: al Congresso si deve solo trovare l'accordo su tempistiche e modalità.

 

I piccoli istituti di credito, però, lanciano l'allarme. Così facendo, aumenterebbe a dismisura il potere dei quattro maggiori colossi bancari: Wells Fargo & Co, Bank of America, JP Morgan Chase e Citigroup. Che hanno già incrementato la propria influenza sul mercato immobiliare assorbendo diversi soggetti che rischiavano di fallire durante la crisi (è il caso di Wachovia, Countrywide Financial e Washington Mutual). Nel 2007, la quota di queste “big four” nel comparto dei mutui era del 36%: ora è già schizzata al 60%. Andando avanti di questo passo, non si farebbe che “sostituire” Fannie e Freddie con questi istituti di credito. Tutti gli altri, infatti, non hanno le dimensioni sufficienti per cartolarizzare i mutui in proprio. Sarebbero così costretti a venderli alle banche più grandi, che potrebbero fare il bello e il cattivo tempo nell'imporre tariffe e condizioni.

 

I repubblicani replicano di non poter definire, a livello politico, l'assetto del settore: a detta loro, sarà il mercato ad auto-regolarsi. Ma non c'è dubbio sul fatto che i piccoli istituti di credito abbiano una certa influenza al Campidoglio; lo dimostrano le diverse deroghe che hanno già ottenuto al Dodd-Frank Act. E le loro esigenze sono un altro degli elementi che si frappongono sulla strada dei legislatori americani, complicando ulteriormente questa decisione già cruciale. ( Fonte: www.valori.it)

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