Usa, la Sec indaga sulle modifiche delle condizioni dei mutui

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/_media/images/immagini/bank.jpgLa Securities and Exchange Commission sta indagando sulla diffusa pratica di modificare le condizioni dei prestiti in modo da farli sembrare più facili da riscuotere di quanto siano realmente. A rivelarlo è il Wall Street Journal, che cita fonti anonime vicine all'inchiesta.

 

Ad essere poste sotto esame sono soprattutto le piccole banche locali fortemente esposte per quanto riguarda i mutui immobiliari: prestiti che i debitori, schiacciati dalla crisi, faticano a ripagare. La rinegoziazione, innanzitutto, può dilatarne i tempi; ancora più diffusa è l'abitudine di “spezzarli” in un maggior numero di prestiti più piccoli. Si tratta di pratiche di per sé legali, ma negli anni, secondo gli inquirenti, si sarebbe arrivati ad abusarne. Infatti, si può “frazionare” un mutuo non tanto per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori ma per piazzarne almeno una parte fra gli asset remunerativi. Un escamotage per dover detenere una quantità minore di riserve di capitale. Tutto ciò, com'è prevedibile, va a scapito della sicurezza: secondo la Fdic, abitudini simili avrebbero giocato un ruolo importante nel collasso di ShoreBank avvenuto l'anno scorso. È anche per questo che c'è molta attesa per il Financial Accounting Standards Board che, a breve, dovrebbe mettere a punto le linee guida per la gestione dei prestiti “tossici”. Per ora non sono stati resi noti gli istituti di credito coinvolti nell'indagine; si fa il nome (non confermato) di Fifth Third Bancorp.

 

La società di ricerca Trepp LLC stima che gli istituti di credito statunitensi detengano in tutto 156 miliardi di dollari in prestiti “tossici” legati al settore immobiliare. Il tracollo del real-estate, oltretutto, ha fatto sì che almeno i due terzi dei mutui da qui al 2015 riguardino beni il cui valore effettivo è inferiore rispetto all'importo dovuto. Alla data del 31 dicembre dello scorso anno, il 7,8% dei prestiti concessi dalle banche figurava in mora: un calo rispetto all'8,6% dell'anno precedente, tanto che la Fed parla di “lenta ripresa”. ( Fonte: www.valori.it)

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