Usa, i fondatori di Marvell Technology accusano Goldman Sachs
Sembra non esserci pace per Goldman Sachs. Il colosso bancario, oltre alle diffuse critiche per le retribuzioni spropositate destinate ai top manager, dovrà affrontare un'altra azione legale. Ne dà notizia l'agenzia Bloomberg.
A citare in giudizio l'istituto di credito sono stati i due co-fondatori di Marvell Technology Group (MRVL), uno dei leader mondiali nel settore della tecnologia. Che, in qualità di clienti, affermano di essere stati letteralmente tratti in inganno. Nel 2008 infatti l'attuale Ceo Sehat Sutardja e l'ex direttore esecutivo Weili Dai sono stati indotti a vendere una quota azionaria che ora avrebbe il valore di 141,5 milioni di dollari. Proprio Goldman Sachs ha fatto pressione in questo senso, appellandosi ad un requisito legale che in realtà non esiste. La citazione in giudizio, in merito, è chiarissima: “Goldman ha obbligato i propri clienti a liquidare le loro proprietà, senza che fosse necessario”. L'istituto di credito, che nel 2008 vantava partecipazioni milionarie in Marvell, ha presentato ai suoi clienti le cosiddette “margin calls”: ovvero, ordini perentori di depositare asset o azioni per soddisfare determinate norme federali (la Regulation T) oppure per coprire le perdite nel valore dei titoli. Pena, la chiusura del contratto.
Ma in realtà l'obiettivo reale sarebbe stato soltanto quello di riacquistare le stesse azioni attraverso conti di proprietà di Goldman e degli hedge fund ad essa legati. La banca, con lo stesso metodo, avrebbe anche obbligato i due manager a vendere le proprie quote di Nvidia Corp. E le perdite, in questo caso, si sarebbero attestate a 166 milioni di dollari. È quanto afferma la citazione in giudizio, con la quale si chiede il risarcimento dei danni materiali, oltre ad una sanzione che non è stata specificata. Da parte dell'istituto di credito non ci sono ancora state dichiarazioni. ( Fonte: www.valori.it)