Il governatore Draghi: l'Italia deve ritrovare la capacità di sviluppo
| L'Italia deve ritrovare «la capacità di sviluppo» mostrata dagli imprenditori e lavoratori nei suoi momenti migliori e la politica economica «deve saper creare quell'ambiente istituzionale in cui la capacità dell'economia di svilupparsi possa dispiegarsi appieno». Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi interviene alla Biennale Democrazia a Torino sulle lezioni della crisi e ammonisce come l'Unione Europea «è la condizione essenziale per noi italiani, per progredire ancora» mentre avvisa come, nonostante il recente rialzo, i tassi Bce restano ancora molto bassi. Nel suo discorso così, il governatore ricorda un esercizio matematico, basato su calcoli del Tesoro, che mostra come il calo del debito imposto dall'Ue non è «drammatico» se si riesce a raggiungere un aumento del Pil del 2% annuo e un taglio dello 0,5% del deficit. L'Italia deve poi, ancora un volta, risolvere i «problemi strutturali» e tornare a mostrare quella «forza formidabile» che le permise di trasformarsi in paese avanzato dopo l'Unità d'Italia specialmente alla fine dell'Ottocento e dopo la seconda guerra mondiale. Il governatore ricorda poi che, nel mondo, il tempo del sostegno pubblico straordinario dai bilanci pubblici e dalle politiche monetarie è finito. In Europa poi la ripartenza dell'inflazione sta inducendo la Bce a valutare «tempi e modi del rientro dall'impostazione eccezionalmente espansiva». Anche dopo il recente rialzo dello 0,25%, ricorda Draghi, «molto accomodante». Uno scenario che, secondo il presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, presente al convegno induce i mercati ad aspettarsi «un altro paio di aumenti dei tassi entro la fine dell'anno». Il governatore affronta poi un altro tema a lui sensibile: il ruolo e la legittimità degli organismi internazionali di tipo "tecnico" (fra cui l'Fmi, l'Ocse e l'Fsb da lui presieduto) che stanno cercando «soluzioni condivise» per le riforme economiche necessarie dopo la crisi. Proprio di fronte alle nuove regole che sta scrivendo l'Fsb le banche "troppo grandi per fallirèe" tornate a fare utili, «tendono ora a resistere» riproponendo i conflitti fra oligarchie e azione pubblica più volte accaduti negli Stati Uniti. Per Draghi «democrazie e mercato hanno bisogno l'una dell'altro» e, come insegna Einaudi «il capitalismo deve essere regolato».(g.a.) | |||
| | |||
Pubblicità