Usa, evasione fiscale: in manette banchiere di Credit Suisse
Un banchiere di Credit Suisse è stato arrestato negli Stati Uniti, nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge il colosso bancario svizzero, accusato di aver aiutato alcuni cittadini americani ad evadere il fisco. Si tratta di un’indagine, di fatto, simile a quella che aveva coinvolto mesi fa la prima banca elvetica, UBS, che si concluse con il pagamento di una multa record a favore degli Usa, e con l’invio a Washington di una lista di 4 mila nominativi sospettati di aver raggirato l’Internal Revenue Service.
A rivelare la notizia è stato ieri il domenicale tedescofono SonntagsZeitung, secondo il quale ad essere finito in manette è un consulente di origine greca, che lavora per la banca di Zurigo, che era volato negli States per «incontrare una serie di clienti, nel corso di una visita che avrebbe dovuto concludersi nel giro di due settimane. Non appena toccato il suolo americano, il manager è stato fermato dalla polizia, che tuttavia non ha mosso nei suoi confronti - almeno per ora - alcuna accusa formale. L’uomo è stato infatti trattenuto ed interrogato in qualità di testimone, anche se gli è stato imposto il divieto di lasciare il territorio statunitense. Solo qualora dalle sue parole gli inquirenti dovessero ravvisare un ruolo diretto nelle presunte evasioni fiscali di alcuni clienti di Credit Suisse, allora sarà avviato un procedimento giudiziario nei suoi confronti: in tal caso il banchiere potrebbe rischiare fino a cinque anni di reclusione.
Interrogato dal SonntagsZeitung, un portavoce dell’istituto di credito ha preferito non commentare la notizia. ( fonte: www.valori.it)