Corea del Sud, lo Stato interverrà sui prestiti a rischio
Le autorità finanziarie della Corea del Sud forniranno liquidità per rilevare i prestiti ad alto rischio legati al settore immobiliare. La decisione mira a placare l'allarme dovuto alla recente sospensione dalle attività di sei banche, afflitte proprio dalle perdite relative ai business del real-estate.
Il settore bancario sudcoreano sta vivendo un momento critico: a partire dal 17 febbraio la Commissione per i Servizi Finanziari ha bloccato per sei mesi tutte le operazioni di sei casse di risparmio – incluse tre divisioni della Busan Savings Bank, la più importante del Paese in termini di asset – a causa dei loro insufficienti livelli di liquidità. Per questo ora il governo sta cercando di correre ai ripari di fronte al rischio di uno shock sistemico causato dalla crisi del comparto immobiliare. Molte banche locali infatti hanno cavalcato l'onda del boom del 2005-2006, concedendo prestiti fin oltre le proprie possibilità. Ma ora che la crisi globale ha colpito anche l’economia reale, molti piccoli investitori si sono ritrovati sommersi dai debiti.
Kim Seok-Dong, neo-presidente dell'authority, ha promesso che il governo allenterà le restrizioni finanziarie sulla Federation of Savings Banks in modo che si possa fornire sufficiente liquidità agli istituti di credito che ne hanno bisogno. «Istituiremo una serie di misure di supporto per ridurre al minimo i disagi per i risparmiatori e stabilizzare il settore», ha dichiarato. Tramite la Korea Asset Management Corp, di proprietà pubblica, il governo ha intenzione inoltre di acquisire 3.500 miliardi di won (3,14 miliardi di dollari) in prestiti legati a progetti immobiliari a rischio di insolvenza, concessi dalle casse di risparmio. Un modo per “ripulire”, almeno in parte, i bilanci degli istituti di credito. L'iniziativa comunque è in attesa di approvazione da parte del Parlamento. ( Fonte: www.valori.it)