Usa, calano le insolvenze soprattutto per le grandi banche

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201105/fallimenti-bancari.jpgLe grandi banche statunitensi hanno iniziato a ottenere buoni risultati nella gestione dei “bad loans”. Anche le loro concorrenti di dimensioni più limitate fanno progressi, ma con maggiori difficoltà. A riferirlo è il Wall Street Journal.

A partire dello scoppio della crisi globale innescata dal collasso di Lehman Brothers, gli analisti e i regolatori guardano con preoccupazione ai “bad loans” legati al real-estate commerciale. Ma sembra che, a più di tre anni di distanza, la situazione per le banche sia meno preoccupante. Per gli istituti più grandi (ovvero quelli che detengono un volume di asset superiore ai 20 miliardi di dollari), alla fine del quarto trimestre del 2011 il tasso d'insolvenza medio su tali prestiti si è attestato sul 6,3%. Si tratta di un deciso miglioramento rispetto al picco del 10,3% riportato nel primo trimestre del 2010. Anche per le banche più piccole lo scenario migliora, ma in misura più contenuta: nello stesso periodo si è infatti registrato un calo dell'8,1% al 5,8%.

Si tratta comunque di dati che risultano molto superiori alla norma. E si parla di centinaia di miliardi di dollari di prestiti che saranno difficili da rifinanziare in futuro. Questi dati, ad ogni modo, segnalano che si stanno facendo passi avanti verso un mercato più stabile. Tanto che le banche più grandi hanno ricominciato ad aumentare il volume di prestiti erogati. I maggiori colossi bancari, infatti, hanno più possibilità di modificare le condizioni dei mutui “problematici” o di rivenderli. È il caso di Bank of America, che ha ceduto a un gruppo di investitori un portafoglio di 32 prestiti del valore di circa 880 milioni di dollari. ( Fonte: www.valori.it)

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