Una pensione da fame - di Andrea Angelini
Ancora di più degli stipendi, sono le pensioni ad aver perso tantissimo, negli ultimi anni, in termini di potere d’acquisto. Una deriva annunciata se solo si tiene conto che il 44,1% dei pensionati riceve meno di 1.000 euro al mese, il 23,1% tra 1.000 e 1.500 euro. Mentre il 32,8% riceve importi superiori a 1.500 euro. I dati dell’Istat offrono un quadro sconsolante della realtà italiana. Dati che, quanto meno, hanno il merito di ufficializzare una situazione di povertà crescente che si è aggravata con la recessione economica nella quale siamo immersi da ormai cinque anni.
I dati dell’Istat si riferiscono all’esercizio 2011 dell’Inps durante il quale sono state rogate 23,7 milioni di prestazioni per un importo di circa 266 miliardi di euro con una media di 11.200 euro. Un valore pari al 16,8% del Prodotto interno lordo e al quale le donne in pensione hanno inciso per il 52,9%.
Significativo è poi prendere atto che il 67,4% percepisce una sola pensione, il 24,8% ne incassa due e il 6,5% addirittura tre. Il rapporto certifica poi l’invecchiamento medio della popolazione italiana visto che il 28% circa ha meno di 65 anni, il 49% è compreso nella fascia tra 65 e 79 e il 23% ha più di 80 anni. E nei prossimi anni i conti dell’Inps, già colpito dall’assorbimento di Inpdap ed Enpals, non potranno che risentirne in maniera pesantissima fino a rischiare che la pensione pubblica diventi un miraggio e che si lasci terreno libero alle varie forme di previdenza privata.
Fonte: www.rinascita.eu