Uk, allarme del governo: la stretta creditizia minaccia la ripresa
Le imprese britanniche, soprattutto le più innovative che da sempre costituiscono la fonte primaria di crescita economica, sono tuttora in una situazione di enorme difficoltà di fronte all’impossibilità di ottenere crediti dalle banche. Lo sostiene il ministro per l’industria e il commercio del Regno Unito, il liberaldemocratico Vince Cable. Il ministro, sottolinea quindi il quotidiano Guardian, non sembra disposto ad andare incontro ad un ripensamento dopo l’accorata lettera inviata di recente al premier David Cameron in cui si evidenziava la mancanza di una politica orientata alla crescita. Il tema è causa di dibattito da tempo visto che a salvare dal collasso le banche britanniche è stato, come noto, solo l’intervento dello Stato, responsabile di una serie di nazionalizzazioni che hanno investito, tra gli altri, istituti come Lloyds o il colosso Royal Bank of Scotland. Le massicce acquisizioni di capitale azionario delle società private hanno implicato ovviamente l’esborso del denaro dei contribuenti, ovvero di quegli stessi cittadini che oggi, nelle vesti di aspiranti proprietari di case, commercianti o imprenditori, non riescono, per così dire, a farsi restituire il favore dalle banche che hanno dovuto salvare.
L’ipotesi avanzata da Cable è che il governo scelga di sospendere i propri piani di dismissione delle banche acquisite dopo l’inizio della crisi, imponendo a queste ultime di concedere prestiti a tassi agevolati, vale a dire praticando interessi inferiori rispetto a quelli imposti dalle banche commerciali private. ( Fonte: www.valori.it)