Muni-bond Usa, raddoppiato il tasso di default
Il tasso di default dei muni-bond statunitensi è raddoppiato nell'arco degli ultimi due anni. A dimostrarlo è uno studio condotto dall'agenzia di rating Moody's e reso noto nella giornata di ieri. Le obbligazioni emesse dagli enti locali americani, infatti, hanno mantenuto un tasso medio di default pari al 2,7% per quasi quarant'anni: dal 1970 al 2009. Nel 2010 e nel 2011, invece, tale percentuale è salita al 5,5% annuo. Per la maggior parte (il 73% fra il 1970 e il 2011) a essere coinvolti sono i titoli legati alla sanità e agli alloggi, ma si stanno moltiplicando le piccole città che non riescono a sostenere le spese necessarie per i servizi, per le pensioni e per gli stipendi dei dipendenti pubblici. Tanto che, fa sapere tramite una nota una dirigente dell'agenzia, Anne Van Praagh, «mentre ci aspettiamo che la grande maggioranza degli emittenti continui a pagare i propri debiti, ci aspettiamo anche che una quota piccola ma crescente non riesca più a farvi fronte». Un segnale delle difficili condizioni nelle quali ancora versa l'economia statunitense, che sta faticosamente riprendendo lo slancio dopo la crisi globale scoppiata nel 2008.
Per molti investitori, ad ogni modo, il mercato dei muni bond resta attraente. Per chi risiede nello Stato in cui sono stati emessi, d'altronde, di norma sono esonerati dalle tasse federali e dalla maggior parte di quelle locali. Nello scorso anno, stando ai dati di Bank of America Merrill Lynch, il mercato ha raggiunto le dimensioni di 3.700 miliardi di dollari. E ha garantito un ritorno pari all'11,2%, la migliore performance a partire dal 2009. ( Fonte: www.valori.it)