UBS, battaglia in tribunale sulla sicav Luxalpha
Il colosso bancario svizzero UBS, citato in giudizio da una serie di risparmiatori francesi vittime dello scandalo legato all’ex finanziere americano Bernard Madoff, avrebbe «truffato» gli investitori attraverso la commercializzazione in Francia della sicav Luxalhpa. A dichiararlo è stato, nel corso di un’udienza tenuta ieri, l’avvocato Jean-Pierre Martel, legale delle vittime del clamoroso crack, che ha comportato per Madoff una maxi-condanna a 150 anni di reclusione negli Stati Uniti per aver provocato perdite per oltre 60 miliardi di dollari.
La banca elvetica avrebbe fornito ai risparmiatori informazioni «menzognere» e non esaustive sui reali pericoli legati alla società di investimento a capitale variabile, la cui sede è nel Lussemburgo. La gestione della Luxalpha sarebbe stata infatti direttamente delegata all’ex manager americano, senza che della cosa fosse stato informato nessuno. Anzi, un prospetto fatto circolare dall’istituto di credito avrebbe fornito una versione completamente diversa sulla reale condizione riguardante la stessa sicav. Si è trattato, ha specificato Martel parlando ai magistrati, di un comportamento «arrogante» e per questo i suoi 78 assistiti reclamano un rimborso di 28 milioni di euro, tra danni materiali ed interessi.
Da parte sua, UBS rifiuta ogni addebito: «Non abbiamo nessuna responsabilità legata alla commercializzazione della sicav in Francia - ha spiegato Denis Chemla, leale della banca - perché le informazioni sono state fornite unicamente dalla stessa società». L’avvocato dell’istituto di credito ha anche sollevato sospetti sulla competenza territoriale del tribunale transalpino. Obiezione respinta da Martel, che sottolinea il fatto che i risparmiatori «non avrebbero alcuna possibilità di essere compresi nel Lussemburgo». Il giudizio del tribunale è atteso per il prossimo 9 giugno. ( Fonte: www.valori.it)