GB, entro le elezioni il governo potrebbe vendere Lloyds e RBS

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/_media/images/immagini/cameron.jpgPotrebbe essere quasi arrivato il momento, per il governo britannico, di vendere le quote di Lloyds e Royal Bank of Scotland, acquisite nel pieno della crisi finanziaria per salvarle dal collasso. Lo svelano all'agenzia Bloomberg quattro fonti anonime.

 

Si tratterebbe di un'occasione d'oro per risanare il bilancio statale prima delle elezioni del 2015. Già per allora si prevede che il deficit si riduca a 46 miliardi di sterline (il 2,5% del pil) a seguito della politica di “lacrime e sangue” adottata da David Cameron. A quel punto, l'ulteriore afflusso di capitale garantito dalla vendita delle quote permetterebbe di abbassare le tasse e sostenere le classi più deboli. Una mossa strategica, per il partito conservatore, in periodo elettorale: i cittadini, dopo anni di sacrifici, potrebbero finalmente intravedere una via d'uscita alla crisi.

 

Lloyds sarebbe la prima ad essere messa sul mercato, in virtù della sua situazione finanziaria migliore. Gli analisti prevedono per quest'anno un raddoppiamento dei suoi profitti netti. La situazione di RBS resta più precaria: nel 2011 dovrebbe tornare in attivo, dopo tre anni consecutivi di bilanci in perdita. Per questo i tempi sarebbero più lunghi: potrebbe tornare in mano ai privati entro la fine del 2014. I proventi della vendita delle quote pubbliche dei due istituti potrebbero corrispondere a oltre il 4% del pil annuale (stimato a 1.500 miliardi di sterline). Si ipotizza che gli acquirenti siano privati: non fondi sovrani, visto che il governo mira a dimostrare di aver ottenuto profitti.

 

L'operazione resta comunque molto delicata, tanto che nessun esponente dell'esecutivo in carica avanza previsioni. Le quotazioni in Borsa delle due banche infatti sono molto inferiori a quelle che si registravano al momento della loro nazionalizzazione (costata in tutto 65,8 miliardi di sterline ai contribuenti inglesi). Se le vendesse adesso, lo Stato perderebbe 11,7 miliardi. Resta inoltre l'incertezza sulle decisioni della commissione Vickers, previste per settembre: l’organismo potrebbe imporre agli istituti di credito la vendita di alcuni asset o la separazione delle divisioni retail e di investment banking, cambiando significativamente le regole del gioco. ( Fonte: www.valori.it)

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