Tonfo di Parmalat in Borsa
Le Borse europee hanno messo a segno il miglior rialzo in tre giorni consecutivi dal luglio scorso, grazie all'apparente allentamento della tensione dell'allarme atomico in Giappone e alle dichiarazioni ottimistiche dei vertici militari occidentali sulle incursioni in Libia, con Parigi che si è mostrato come il mercato azionario più in salute della giornata.
Ma è stato soprattutto l'annuncio del dipartimento del Tesoro Usa di essere pronto a vendere 142 miliardi di dollari di asset tossici a sostenere i mercati. La decisione, che potrebbe chiudere un importante passaggio della crisi finanziaria mondiale, ha spinto Wall street a un avvio molto positivo e l'indice Stxe 600, che registra l'andamento dei principali titoli quotati sui mercati azionari del Vecchio continente, a una crescita finale dell'1,76%. Sono saliti soprattutto i titoli delle assicurazioni (+2,5% l'indice Dj stoxx di settore) dopo i bruschi cali seguiti al terremoto giapponese e, soprattutto, quelli delle telecomunicazioni, trainati da Deutsche Telekom (+11,26% finale) dopo la cessione di T-Mobile Usa ad At&T per 39 miliardi di dollari. Bene anche i bancari. Andamento diseguale per i grandi gruppi dell'energia europei: molto bene la spagnola Repsol (+2,67%), la francese Total (+1,85%) e l'olandese Shell (+1,36%).
In linea con le principali borse europee, anche Piazza Affari ha aperto la settimana con una seduta in rialzo: l'indice Ftse Mib ha segnato una crescita dell'1,56% a 21.527 punti, l'Ftse All Share un aumento dell'1,50% a quota 22.186.
Archiviata la gran corsa sulla presentazione delle liste per il rinnovo del Cda Parmalat ha frenato in Borsa, indifferente all'interesse manifestato da Ferrero venerdì a mercati chiusi. Il titolo è stato il peggiore tra quelli a elevata capitalizzazione e ha chiuso in calo del 5,15% a 2,46 euro. Sempre molto forti gli scambi col 4% del capitale passato di mano. Nell'alimentare debole anche Campari, che ha segnato un calo dell'1,07% dopo il dato sul debito finanziario netto salito da 149 a 677 milioni di euro a seguito di investimenti e acquisizioni. Dopo l'accordo raggiunto con Unicredit nel fine settimana, Premafin ha chiuso leggermente in rialzo: il titolo, partito in buon guadagno, ha segnato un aumento finale dello 0,83% a 0,611 euro. In una giornata molto positiva per i titoli assicurativi in tutta Europa, forti vendite sia su Fonsai, in ribasso del 3,76% a 6,78 euro, sia su Milano Assicurazioni, che ha ceduto il 4,30% a 1,17 euro anche in vista della ricapitalizzazione delle due compagnie, prevista dal piano di intervento che sarà esaminato dal Cda di Unicredit, il cui titolo ha chiuso in rialzo del 2,43%. Tra i titoli assicurativi, bene Generali, salito dell'1,50% finale.
Seduta di forti acquisti su Intesa Sanpaolo, il cui titolo – il migliore di giornata nel paniere principale della Borsa milanese - è cresciuto del 3,54% a 2,28 euro. Bene anche Cir (+3,06%) in una giornata di gran spolvero per i titoli dei media spinti da Mondadori (+6,86% a 2,55 euro dopo i conti): L'Espresso è salito del 2,94%, Rcs del 4,09% nel giorno del Cda della divisione quotidiani. Acquisti inoltre su Telecom Italia (+2,25%) sulla scia della forza del settore in Europa grazie alla vendita di T-Mobile (Deutsche Telekom) ad At&T. Poco mossa Eni (+0,60%), il cui titolo per ora appare poco sensibile alla crisi libica. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Arturo Portentino