Stretta ai conti offshore per HSBC
Solo pochi giorni fa un ex dirigente di HSBC India aveva contattato i suoi clienti, mettendoli a conoscenza dei modi per denunciare i propri redditi detenuti in conti offshore. E oggi il Wall Street Journal riporta altri segnali con cui il colosso bancario britannico mostra di voler collaborare con la giustizia americana, alle prese con una vasta manovra contro l'evasione fiscale.
Una portavoce infatti ha affermato che «al di fuori del territorio americano non verranno più offerti servizi di consulenza dedicata per clienti privati residenti negli Stati Uniti», che dovranno invece rivolgersi alle filiali in patria. In pratica, un taglio netto ai legami con i facoltosi americani che detengono conti offshore. E che sono sospettati di aver evaso il fisco. I clienti messi in discussione sono centinaia, per un volume di denaro che si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di dollari.
Si tratta, insomma, di una svolta epocale.
Che forse risulta obbligata, visto lo sforzo senza precedenti che l'Internal Revenue Service ha messo in campo contro gli evasori.
L'anno scorso il fisco americano ha vinto una lunga battaglia col colosso bancario elvetico UBS, che alla fine è stato obbligato a rivelare i nominativi di 4.450 clienti statunitensi e a sborsare un maxi-rimborso da 780 milioni di dollari, con l'ammissione di aver aiutato oltre 250 clienti ad aggirare il fisco fra il 2000 e il 2007. E dalla Svizzera si è passati ad HSBC, in particolare alle divisioni indiane: infatti, solo 2 mila dei 9 mila conti bancari “premier” (cioè destinati alla clientela più ricca) sarebbero stati denunciati alle autorità statunitensi. ( Fonte: www.valori.it)