Standard & Poor's boccia il piano per la Grecia

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Grecia non si salverà dal default con il nuovo piano, targato Francia, che punta a coinvolgere i privati. Così come lo hanno pensato le banche francesi comporterebbe perdite tali per i creditori che il Paese finirebbe in "default selettivo". È l'agenzia di rating Standard & Poor's, a gelare l'Europa che prosegue a lavorare al "secondo piano" di salvataggio, dove centrale è proprio il coinvolgimento delle banche europee più esposte.

Per l'agenzia, il piano proposto dagli istituti di credito francesi ricadrebbe nella casistica di "distressed debt" offrendo ai creditori «un valore inferiore di quello promesso in origine» con le obbligazioni. E quindi, «ciascuna delle due opzioni di finanziamento descritte nella proposta della Federation Bancaire Francaise porterebbe probabilmente a un default», spiega S&P, aggiungendo che potrebbe assegnare al debito pubblico di Atene un rating "D".

A giugno aveva già declassato il rating a lungo termine della Grecia a "CCC", da "B".

Ma l'Europa non ci sta: «Il nuovo piano, che prevede il coinvolgimento dei privati su base volontaria, ha come scopo una riduzione sostanziale delle necessità finanziarie di Atene, evitando default selettivi», ha ripetuto la Commissione Ue, glissando con un «no comment» sui dubbi di S&P.

«Sono in corso le consultazioni con i creditori di Atene e ci sono già enormi progressi», ha detto il portavoce del commissario Ue agli Affari Economici Olli Rehn. Ieri anche Unicredit ha fatto sapere che parteciperà al rollover del debito greco avanzato dalle banche francesi: «Parteciperemo secondo quanto ci verrà richiesto – ha spiegato l'ad del gruppo Federico Ghizzoni – ma bisogna ricordare che per le banche italiane si tratta di importi minimi». Secondo i dati elaborati dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, alla fine del 2010 gli istituti di credito italiani mostravano una esposizione di circa 4 miliardi di dollari verso Atene, contro i 33,9 della Germania e i 55 della Francia.

Per avere le linee guida del nuovo piano, bisognerà aspettare l'Eurogruppo e l'Ecofin di lunedì e martedì prossimi, mentre per quantificare la portata dell'intervento privato e altri dettagli, si arriverà a settembre.

Ma l'ottimismo e la determinazione della Ue, assieme alle rassicurazioni del presidente dell'Eurogruppo Junker («Non c'è rischio di contagio-greco per Italia, Spagna e Belgio», aveva detto l'altro ieri) non disinnescano la miccia accesa da S&P, e l'euro cala.

Il tempo comincia a stringere per il ministero delle Finanze greco che entro la fine del 2011 dovrà reperire 6,8 miliardi di euro per coprire il «buco nero» apertosi nelle entrate fiscali. In più, entro fine luglio, dovrà dare inizio alla realizzazione delle nuove misure di austerità previste dal Programma Economico a Medio Termine varato dal governo socialista di Giorgio Papandreou in collaborazione con la «troika» (Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea).

Tutto questo sarà portato a termine, come sembra, con l'aiuto di esperti-commissari dell'Ue che, come ha annunciato il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Junker, «sono pronti a partire per Atene». Ciò ha provocato la reazione del portavoce del governo, Ilias Mosialos, secondo cui «non ci saranno commissari nei ministeri greci, ma ci sarà, come prevedono gli accordi raggiunti (fra Ue e Atene), solo la fornitura di aiuto tecnico». L'intesa fra Ue e governo greco prevede fra l'altro, la creazione di una Commissione interministeriale che controllerà l'insieme delle riforme istituzionali messe in moto, mentre nello stesso tempo saranno istituiti gruppi di lavoro (diretti da un tecnocrate greco affiancato da un consigliere scelto da Bruxelles) che avranno il compito di aggiornare ogni tre mesi la Commissione interministeriale sull'andamento delle riforme in corso.

Inoltre nei prossimi giorni dovrà essere istituito l'Ufficio per le privatizzazioni, condizione necessaria per l'arrivo dei capitali europei del nuovo pacchetto di sostegno. Intanto, secondo il quotidiano economico Naftemporiki, la prima lista di 350 immobili di proprietà dello Stato greco destinati allo «sfruttamento» è già pronta e sarà resa nota nei prossimi giorni. In base al Programma a Medio Termine, dalla vendita degli immobili e di imprese pubbliche il governo dovrà incassare entro dicembre del 2013 tra i 15 e i 17 miliardi di euro.(g.l.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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