Spagna, via libera alle “bad bank” per salvare le cajas

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Gli sforzi della Banca centrale spagnola restano concentrati sul disastrato settore delle casse di risparmio. E ora si ipotizza di ricorrere in modo massiccio alle “bad bank”, che potrebbero servire a un duplice scopo: recuperare la fiducia degli investitori e ridurre al minimo l'esposizione del Tesoro iberico.

 

Con questo espediente le banche deviano tutti gli asset tossici in una “bad bank”, che d'ora in poi potrebbe essere supportata dai fondi pubblici. Un sostegno che finora era stato accordato soltanto a Banco Financiero y de Ahorros. Ma sembra che in questo momento siano attivi i negoziati anche con Banca Cìvica, Banco Mare Nostrum e Caja de Ahorros del Mediterráneo. Quest'ultima, nello specifico, è reduce dal fallimento del processo di fusione che avrebbe portato all'insediamento di un nuovo istituto, denominato Banco Base. E che, di fatto, non è mai nato, spianando la strada per una parziale nazionalizzazione, già costata 2,8 miliardi di euro alle finanze pubbliche.

 

È stata la crisi immobiliare del 2008 a minare alla base le casse di risparmio spagnole, che (secondo gli ultimi dati ufficiali) a febbraio avevano accumulato 112,5 miliardi di euro di asset “tossici”. Dopo un'ondata di fusioni e di quotazioni in Borsa e la revisione dei requisiti di capitalizzazione, ormai la banca centrale si vedrà dunque costretta ad accettare il sistema delle “bad bank”. Probabilmente considerandolo, ormai, come la strada obbligata per attirare capitali privati. Evitando, quindi, di mettere ulteriormente alla prova le finanze statali, in un momento in cui si teme che la Spagna si aggiunga a Irlanda, Grecia e Portogallo nell'elenco degli Stati che hanno richiesto un intervento di salvataggio europeo. ( Fonte: www.valori.it)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post