Spagna, tre cajas rifiutano la fusione con Banco Base
Resta in salita la strada per la ripresa delle cajas spagnole. Lo scorso febbraio era stata predisposta una nuova fusione che avrebbe formato un nuovo soggetto, denominato Banco Base e destinato a quotarsi in Borsa. Ora, però, tre delle quattro cajas coinvolte – Cajasur, Caja de Extremadura e Caja Cantabria – si sono tirate indietro. La quarta, Caja de Ahorros del Mediterraneo (CAM), sarà così costretta a richiedere un intervento del Tesoro iberico. Si ipotizza che lo Stato ne acquisisca un pacchetto di azioni ordinarie comprensivo dei diritti di voto: il che significa, di fatto, una parziale nazionalizzazione.
In tal modo, si complicano notevolmente le cose per il governo, che – a forza di fusioni e iniezioni di capitale - sta cercando di riportare in salute il disastrato settore delle casse di risparmio. Tanto più in un periodo in cui si teme che il Portogallo, al pari di Grecia e Irlanda, debba ricorrere al fondo di salvataggio europeo. La decisione delle tra cajas arriva soltanto due giorni dopo la scadenza del termine concesso dalla banca centrale spagnola agli istituti di credito per presentare i propri piani di ricapitalizzazione. Ora, la banca centrale preme perché le cajas che compongono Banco Base presentino immediatamente dei nuovi piani, da approvare entro il 28 aprile.
Banco Base è uno dei tanti soggetti nati dal piano di fusioni imposto dal governo per tagliare i costi delle cajas, ottimizzandone la gestione. Ma, di fatto, rischia di crollare prima ancora che sia completato il suo processo di fondazione. L'anno scorso ha già attinto 1,49 miliardi di euro dal fondo statale: quest'anno potrebbe richiedere altri 2,78 miliardi. Quasi il doppio di quanto la banca centrale riteneva necessario per raggiungere i requisiti minimi di capitale. ( Fonte: www.valori.it)