Lloyds, 9,7 milioni di sterline per il nuovo CEO
Il rendiconto annuale di Lloyds, pubblicato ieri, svela il compenso di Antonio Horta-Osorio, insediatosi il 1 marzo alla guida del colosso britannico. Si tratta di cifre che faranno sicuramente discutere: in tutto 9,7 milioni di sterline (15,5 milioni di euro). Lo stipendio-base annuo è pari a 1,06 milioni di sterline: più di quello del suo predecessore Eric Daniels, che con i suoi 1,035 milioni è stato considerato inferiore agli standard di mercato. Per il 2011 al nuovo CEO sono stati destinati anche 4,46 milioni di sterline in azioni. In percentuale, si tratta del 420% del suo stipendio, mentre gli altri dirigenti possono ricevere in azioni fino al 300%. Ma c'è altro: per svincolarlo dal suo precedente contratto con Santander, la banca gli offrirà altri 4,1 milioni di sterline in azioni. I bonus per il 2011 di Horta-Osorio ammonteranno al massimo a 2,4 milioni di sterline, il 225% del suo stipendio-base.
Nel mese di marzo sono state rivelate anche le remunerazioni dei dirigenti di altri colossi bancari britannici. Il CEO più pagato in assoluto è Bob Diamond di Barclays: in tutto ha intascato oltre 10 milioni di sterline, incluso un superbonus da 6,5 milioni. Stephen Hester, di Royal Bank of Scotland, per il 2010 ha ottenuto circa 7,7 milioni. L'austerity tanto auspicata per le remunerazioni dei banchieri, in sintesi, sembra ancora di là da venire. Anche negli istituti di credito come Lloyds ed RBS, che nel 2008 hanno sfiorato il tracollo. L'intervento del Tesoro inglese, che le ha parzialmente nazionalizzate, ha avuto un costo stimato di 68,5 miliardi di sterline. Soldi, di fatto, sborsati dai contribuenti. Che ora subiscono gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa pubblica imposti dall'esecutivo di David Cameron nel tentativo di risanare il bilancio statale, duramente provato da un simile esborso. ( Fonte: www.valori.it)