Si chiama default Usa ma si legge Obamacare - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://sickunclesam.files.wordpress.com/2012/06/obamacare.jpgLe banche americane si preparano ad una crisi di liquidità e gli indici di Wall Street già iniziano a scendere. Nell'eventualità che, in preda al panico, gli americani decidano di ritirare dai conti correnti o da quelli a risparmio grosse somme di denaro, molti istituti di credito hanno aumentato la quantità di banconote stipate nei bancomat ed altri quella che tengono in cassa. Tutto ciò avviene a seguito della disputa politica tra l'ala più radicale dei Repubblicani, un drappello di senatori appartenenti al Tea Party, e Barak Obama. Motivo di un braccio di ferro che rischia di mandare in default la nazione più ricca e potente al mondo è la riforma sanitaria del presidente, comunemente conosciuta come "Obamacare".
La situazione è critica, non tanto perché non essendo più in grado di pagare il personale, questa settimana lo Stato ha chiuso al pubblico parchi nazionali, musei e perfino la statua della Libertà, ma perché se entro il 17 ottobre il parlamento non aumenta il tetto massimo del debito pubblico, tecnicamente parlando, l'economia americana andrà in bancarotta.
I padri fondatori nutrivano un'avversione innata per il debito; quindi costruirono un sistema dove ogni aumento dello stesso dovesse essere approvato da tutte le forze politiche. Così, periodicamente, il tetto del debito diventa materia di negoziazioni tra Repubblicani e Democratici. L'ultimo round è avvenuto nell'agosto del 2011 ed anche allora il mondo ha assistito a febbrili contrattazione.
Questa volta, però, il nervosismo che si percepisce in borsa e nel resto del mondo è legato alla variabile Tea Party. A guidare il drappello degli irriducibili senatori repubblicani è l'aspirante candidato alla presidenza Ted Cruz, senatore del Texas. È lui che ha manovrato lo speaker, John Boehner, ed il resto del partito e li ha convinti a chiedere di posticipare l'introduzione dell'"Obamacare" quale condicio sine qua non dell'accordo. Lo scopo è evitare che la riforma diventi operativa prima delle prossime elezioni; il che permetterebbe al nuovo presidente di cambiare più facilmente la legislazione.
Il default americano potrebbe essere una catastrofe delle dimensioni di quello della Lehman Brothers, e a causarla potrebbe essere la politica radicale di un drappello di membri del Tea Party. Una situazione quasi surreale, che ci deve far riflettere su come la globalizzazione finanziaria ci rende tutti interconnessi e dipendenti da poteri che, non solo non conosciamo, ma non possiamo influenzare.
Fonte: http://www.caffe.ch/stories/numeri/44656_si_chiama_default_usa_ma_si_legge_obamacare/

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