Remunerazioni, la Cina diventerà “occidentale”?

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Le banche cinesi potrebbero farsi sempre più concorrenziali. Non parliamo di tassi di interesse e servizi ai clienti, però. Gli istituti di credito potrebbero cercare di farsi “attraenti” a suon di stipendi d’oro. Secondo quanto riporta questa mattina l’agenzia Bloomberg, infatti, anche nel Paese asiatico si sarebbe deciso di cominciare a concedere remunerazioni «al livello di quelle occidentali», con l’obiettivo di convincere i top manager dei colossi americani ed europei a trasferirsi in Cina.

Prendiamo ad esempio Bocom International Holdings, l'unità finanziaria e di investimenti del quinto istituto di credito cinese per dimensioni. Per raggiungere l'obiettivo di raddoppiare i ricavi dell'investment banking in un anno, dovrà aggiungere personale altamente qualificato ai propri trecento dipendenti. Il Ceo Tan Yueheng ha ipotizzato circa 60 assunzioni. E ha rilasciato una dichiarazione che lascia poco all'immaginazione: «Certamente siamo disposti a pagare di più per i ruoli chiave. In Cina si tende a corrispondere ai banchieri retribuzioni molto inferiori rispetto a quelle dei loro omologhi in altri Paesi. E, per richiamare i migliori talenti, abbiamo intenzione di colmare questo gap».

Anche Haitong International Securities Group raddoppierà il suo team di investment banking; stesso discorso per ICBC International. E i colossi bancari stranieri non sono da meno. D'altronde le potenzialità di guadagno e sviluppo, nei mercati asiatici a rapidissima crescita, sono molto più alte rispetto a quelle dei Paesi occidentali, già “saturi”, indeboliti dalla crisi e sottoposti alla stretta regolatoria che ne consegue. E, con lo yuan che si rafforza, si moltiplicano gli istituti di credito stranieri che aprono fondi nella valuta cinese (ultimi in ordine di tempo Morgan Stanley e Goldman Sachs).

L'esecutivo di Pechino da parte sua continua di fatto a supportare questo boom, cercando di attirare capitali dall'estero. Motivo per cui la concorrenza nel mondo della finanza si fa sempre più serrata: ed è possibile che presto le differenze nelle retribuzioni “top” fra Oriente e Occidente si assottiglino, fin quasi a scomparire. Eppure la crisi ha insegnato che i superbonus spesso fanno dimenticare la prudenza ai banchieri, invogliandoli a intraprendere operazioni ad alto rischio senza curarsi delle conseguenze sul lungo periodo. Una comportamento che potrebbe essere ancora più pericoloso in un'economia come quella cinese che certamente è in vertiginosa crescita ma, secondo alcuni, potrebbe celare forti spinte speculative. ( Fonte: www.valori.it)

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