Pensioni d'invalidità, boom di revoche nel 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.messinaitalia.it/wp-content/uploads/2010/05/falsi_invalidi.jpgTenere la guardia alta contro le pensioni ai falsi invalidi, «una piaga che purtroppo ha radici antiche in un Paese come il nostro lontano dai dati Ocse». Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni lo ha detto ieri in Aula. «Molti organi di informazione – ha aggiunto – hanno riportato i dati sulla stretta inferta dall'Inps, in collaborazione con i competenti organi governativi, alle erogazioni delle pensioni di invalidità. Nel 2010 ne è stato revocato il 23%, ovvero quasi una su quattro. Con punte che per alcune province del nostro Paese arrivano al 76%. E in alcune regioni toccano quota 42 in Sicilia, 43 in Campania, 35 in Calabria, contro ad esempio il 9 del Piemonte e il 6 della Lombardia».

«Cifre consistenti e allarmanti – ha sottolineato – che ci costringono a tenere alta la guardia». Reguzzoni ha chiesto «che il Governo venga a riferire in Aula su una materia particolarmente delicata e complessa. Le stime Ocse dicono che dovremmo spendere un massimo di 2, 3 o 4 miliardi di euro, mentre ne spendiamo più di 16. A testimonianza che la nostra non è una battaglia di bandiera, ma di sostanza».

«Gli invalidi veri – ha sottolineato – hanno diritto ad avere un sostegno e invece ricevono una pensione o un assegno di accompagnamento molto bassi, che in certe realtà del Paese rendono davvero difficile vivere. Di contro ci sono i soliti furbi che si fingono malati essendo perfettamente sani». Per Reguzzoni il Governo «ha avuto e ha coraggio. Ha fatto bene a mettere mano al problema portando in alcune aree a un calo immediato delle richieste. Quando dico che il governo ha avuto coraggio mi riferisco soprattutto al fatto che, trattandosi spesso di casi umani molto delicati, il sacrificio richiesto colpisce anche chi è effettivamente invalido e deve affrontare ulteriori controlli. Ma tutto ciò va nella precisa direzione di ristabilire la legalità e non fare di questo Paese il Paese dei furbi». «Chiediamo pertanto – ha concluso – al ministro Sacconi e al governo di venire a riferire nei tempi e nei modi che riterranno opportuni, ma con una certa urgenza, perchè credo che su questi temi si valuti davvero l'esercizio delle funzioni di Governo e il rispetto di quello che abbiamo promesso ai cittadini in termini di rigore di spesa e di legalità».

Che in Italia sulle indennità per gli invalidi ci siano sacche di furberie è noto, ma l'Inps dimentica di dire che ha cambiato le regole in corsa, modificando senza indicazione del Parlamento i criteri per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento. E per questo i già consistenti ricorsi giacenti contro l'istituto aumenteranno a dismisura. È quanto denuncia la Fish, federazione italiana superamento handicap.

«L'Inps parla di revoche di pensioni – dice la Fish – scordando di dire che per revocare un assegno basta abbassare la percentuale di invalidità di un punto. Per togliere l'indennità di accompagnamento basta riconoscere che un anziano è "solo" invalido al 100%. E sono queste le situazioni che quotidianamente ci vengono segnalate: persone con Alzheimer, con autismo, con tetraparesi spastica a cui viene revocata l'indennità».

Risarcimento del danno patrimoniale e del danno all'immagine. È quello che dovrà corrispondere il medico che accerta uno stato di invalidità cui consegua il pagamento di trattamenti economici poi revocati in seguito ai controlli per insussistenza dei requisiti sanitari prescritti.

«Ferme restando la responsabilità penale e disciplinare», si legge in un messaggio dell'Inps a proposito della responsabilità dei medici già prevista nella manovra estiva, il medico «sarà anche obbligato a risarcire il danno patrimoniale nonchè il danno di immagine subiti dall'amministrazione».

In pratica il medico che accerta una invalidità che dà diritto a una pensione poi rivelatasi «falsa», sarà costretto a ripagare quanto versato dallo Stato illegittimamente al «falso invalido».

La manovra estiva (DL 78/2010 convertito nella legge 122/2010) aveva inoltre aumentato la percentuale minima di riduzione di capacità lavorativa prevista per ottenere l'assegno di invalidità civile dal 74% all'85% a partire dal primo luglio 2010 (rendendo quindi più complicato ottenere il diritto a ricevere l'assegno).

Nel caso di «intenzionale falsa attestazione di stati di malattia o handicap cui consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap o disabilità che siano successivamente revocata per accertata insussistenza dei requisiti» – si legge nel messaggio numero 3440 – viene in evidenza la «responsabilità penale, disciplinare e contabile degli esercenti la professione sanitaria con conseguente applicazione delle relative sanzioni. Il medico, ferme restando la responsabilità penale e disciplinare sarà anche obbligato a risarcire il danno patrimoniale nonché il danno all'immagine subiti dall'amministrazione». (b.b.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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