Parigi e Bruxelles reintroducono in parte le vendite allo scoperto
Dopo le turbolenze della scorsa estate, la volatilità dei mercati finanziari europei è in decisa diminuzione. E, tanto in Francia quanto in Belgio, nella giornata di ieri i regolatori hanno diminuito le restrizioni imposte allo short-selling di titoli finanziari. Per short-selling, o vendita allo scoperto, si intende la cessione di grandi quantità di titoli allo scopo di far loro perdere valore, per consentire in seguito agli investitori di ricomprarli a un prezzo inferiore e realizzare una plusvalenza. L'Autorità francese sui mercati finanziari (AMF) ha revocato il divieto di vendite allo scoperto su dieci istituti finanziari (BNP Paribas, Société Générale, Credit Agricole, Credit Mutuel-CIC, Natixis, April, CNP, Axa, Scor ed Euler Hermes). Tale misura era stata introdotta il 12 agosto - dopo il crollo dei titoli delle banche francesi dovuto ai timori sulla crisi debitoria europea - e ulteriormente prorogata a novembre. La revoca è stata decisa dal momento che l'indice CAC40 (che misura i 40 valori più significativi tra le 100 maggiori capitalizzazioni di mercato alla Borsa di Parigi) è di nuovo tornato ai livelli pre-crisi europea.
Parallelamente, l'Autorità sui servizi finanziari e sui mercati del Belgio (FSMA) ha rimosso il divieto di assumere posizioni nette corte sulle azioni dei gruppi finanziari. Resta valido però il divieto del cosiddetto “naked short selling”, vale a dire della vendita allo scoperto delle azioni senza la necessità di prenderle a prestito, perché la posizione short viene chiusa entro i tre giorni previsti per il regolamento delle compravendite. ( Fonte: www.valori.it)