Francia, è sempre più “guerra” tra Hollande e le banche
Le banche francesi pubblicheranno a partire da domani i propri risultati annuali. Ma gli occhi, stavolta, non saranno tanto puntati su perdite e ricavi. A preoccupare i top manager è soprattutto la politica. E il peggior incubo sembra essere sempre più François Hollande, candidato alle prossime presidenziali. Il leader socialista ha infatti manifestato senza remore la volontà di operare un duro giro di vite sulla regolamentazione degli istituti di credito. E negli ultimi giorni ha specificato in particolare di puntare a separare le attività retail da quelle corporate (sulla scorta di quanto deciso nel Regno Unito alla fine del 2011), di voler innalzare del 15% le imposte sui profitti bancari e di voler introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie.
Contro tali proposte - riferisce l’agenzia Reuters - si è già scatenato un coro di “no” dal mondo della finanza. L’intermediaria KBW, ad esempio, ha dichiarato che le tre riforme provocherebbero un calo del 10%, in media, dei risultati annuali dei principali gruppi bancari transalpini: BNP Paribas, Crédit Agricole, Natixis e Société Générale. Per un costo complessivo di 1,7 miliardi di euro. Mentre per l’amministratore delegato Mirabaud Gestion, Marco Bruzzo, tali misure «dal nostro punto di vista sono confuse».
Quanto alla possibile separazione delle attività, i manager hanno spiegato di aspettarsi numerose domande da parte degli analisti sulle possibili ripercussioni di tale manovra, in occasione delle prossime presentazioni dei risultati 2011. Le banche francesi sanno infatti che, Oltremanica, l’impatto è stato stimato tra i 3,5 ed i 5 miliardi di sterline (tra i 4 e i 9,5 miliardi di euro).
La finanza francese, insomma, sembra schierarsi apertamente contro il candidato francese. Che, per ora, non arretra, convinto di poter cavalcare il malcontento di milioni di cittadini nei confronti del mondo bancario. I capitali ai quali le banche dovrebbero rinunciare, infatti, secondo i favorevoli alle proposte di Hollande non andrebbero comunque a confluire nell’economia locale, fungendo al contrario unicamente da volani per le trimestrali delle stesse banche. “Perderli”, in questo senso, non sarebbe dunque un problema. ( Fonte: www.valori.it)