Maurizio Gubbiotti: «Il decreto spiagge? Un altro passo falso del "fanalino di coda d'Europa"»
Il ministro Tremonti sostiene che “la spiaggia resta pubblica a tutti gli effetti”, ma di fatto il decreto sullo sviluppo del governo, che estende la durata delle concessioni demaniali sulle spiagge fino a 90 anni, svenderebbe un pezzo di patrimonio naturalistico “pubblico” ai gestori privati dei lidi. Alla notizia il mondo ambientalista è insorto, Verdi e Legambiente infatti, si battono da anni per una tutela del patrimonio che riservi alla gestione dello Stato, gran parte del patrimonio naturalistico, preservandolo da speculazioni e abusi, anziché elargirlo ai privati. Ma ad oggi, buona parte delle coste italiane risultano inaccessibili ai cittadini senza pagamento. Su questo, abbiamo raccolto l'opinione di Maurizio Gubbiotti, coordinatore nazionale della segreteria di Legambiente.
Con questo decreto si elargisce una concessione quasi secolare del demanio ai privati. Un’altra anomalia italiana?
Un passo falso, nel senso che noi abbiamo un territorio fragile e particolarmente antropico, sottoposto alle pressioni dell'uomo e a un utilizzo da parte dell'uomo del tutto insostenibile. Invece ci sarebbe bisogno di tutto tranne che di un’apertura ad un utilizzo improprio dei beni che appartengono alla collettività. Questo governo dimostra ancora una volta un uso strumentale di qualunque cosa, anche dell'ambiente. Così com'è stato quando si è tentato di vendere i beni demaniali o tutte le volte che si è tentato di rendere privata una proprietà comune.
Bruxelles dice di aver già inviato due lettere di messa in mora all'Italia, che costituiscono il primo passo per avviare la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia: sta montando un’insofferenza del governo verso tutto ciò che è comunitario?
Anche questo non è particolarmente originale, e aggrava la posizione del nostro paese nel contesto europeo. Ancora una volta l'Italia invece di distinguersi per provvedimenti di protezione ambientale, di valorizzazione ambientale, di tutela dei diritti civili, si distingue per essere sempre il fanalino di coda dell'Europa. Ma c'è un'altra questione: quella di garantire un'acceso libero dei beni che appartengono a tutti, cioè sulla questione demaniale, legata alle concessioni balneari c'è da anni una questione legata al diritto dei cittadini di poter accedere ad un bene che 'è un bene demaniale. E come tale ad appannaggio della comunità. E con un problema di opposizione dei gestori degli stabilimenti. Noi abbiamo la maggior parte del patrimonio naturalistico con un accesso negato ai cittadini, se non attraverso il pagamento.
Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo sostiene che invece si tratta di misure prese a tutela del territorio, perché così si evita che le imprese straniere vengano ad occupare le nostre spiagge. La pezza d’appoggio è peggio della falla?
Abbiamo un'imprenditorialità che troppo spesso nel nostro Paese, pensa di dover privatizzare i profitti e soprattutto sul fronte delle strutture balneari esiste un problema storico che è quello di un utilizzo privato di beni dati in concessione. La storia di questi anni non richiede ulteriori concessioni a quel mondo, ma chiede semmai una maggiore assunzione di responsabilità proprio a tutto il mondo imprenditoriale, che gestisce un bene per molti aspetti unico al mondo. Quindi investire sul turismo, non vuol dire concedere ancora più territorio. La Prestigiacomo sarebbe molto più utile se si battesse per gli incentivi a chi investe sull'energia rinnovabile, e garantisse un futuro a quelle imprese.
Il canone pagato per la concessione è modestamente basso rispetto agli introiti che i gestori incassano in una sola stagione: a quando un riequilibrio veramente funzionale?
Ma anche qui è evidente che stiamo proprio parlando di un settore che lavora anche bene e che ha all'interno realtà territoriali importanti, ma il punto è che troppo spesso si è consentito ai privati di fare come gli pare. Ovvero, si è consentito di negare la fruizione pubblica, così come di pagare troppo poco a fronte di quello che invece viene incassato. ( Fonte: www.ilfuturista.it)
Manuela Caserta