Grecia, bancarotta vicina ma no all’uscita dall’euro

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia/grecia2_200_200.jpgI malati dell’eurozona entrano ufficialmente in terapia intensiva. Grecia, Irlanda e Portogallo aggravano la posizione delle proprie finanze, con Atene che accusa sintomi più preoccupanti. Da cinque settimane infatti la Bce ha sospeso gli acquisti dei titoli di stato dei tre paesi. I numeri ellenici sono chiari: i tassi sul debito pubblico viaggiano oggi rispettivamente al 25% e al 15%, mentre i prezzi dei titoli valgono già il 30% in meno del valore di rimborso. Come dire che il debito va quasi certamente ristrutturato, con titoli di stato rimborsati al 70% invece che al 100%, o al massimo dilazionati nei tempi. Ma la notizia di ieri, circa le voci di un’uscita dell’Ellade dall’euro per un ritorno alla dracma, ha fatto sobbalzare gli analisti internazionali, anche se il premier Papandreu ha subito smentito.

 

Con un vertice notturno tra Bce, euro burocrati e ministri di mezza Europa, che se da un lato ha preventivato altri aiuti, oltre ai miliardi di euro già stanziati, dall’altro ha allontanato l’uscita dalla moneta unica. Voci che indeboliscono, comunque, non solo Atene ma l’intero sistema bancario del continente, con l’euro che in 48 ore scende da 1,49 a 1,43 rispetto al dollaro. Spazio quindi ad una nuova ciambella di salvataggio lanciata nell’Egeo, ma con l’assurdità di nessun colpevole del tragico fallimento di conti che da tempo si sapevano fortemente in bilico. E con i sospetti di speculazioni, non solo finanziarie.

 

Con nessun ministro dell’economia greco chiamato a risponderne, con la Germania che ha appena venduto due costosissimi sotomarini ad Atene e con i controlli mancati da parte di Bruxelles. Perché alla fine è questo il pezzetto di responsabilità che ognuno ha in una triste storia di degrado sociopolitico. Comunitario. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Francesco De Palo

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