" Le economie emergenti cambieranno i mercati" di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://lorettanapoleoni.net/wp-content/uploads/2010/03/Loretta_Napoleoni2637_img1.jpgNegli ultimi mesi si parla sempre meno di diritti umani, l'occidente, che si è autodefinito suo difensore, non solo non accusa più i cinesi di abusi, ma rimane impassibile di fronte al genocidio in atto in Siria. Che significa? Che la crisi finanziaria ha addolcito i rapporti diplomatici con la Cina, un paese che ha riserve pari a 3 mila miliardi di dollari - più che sufficienti per evitare che l'Euro si disintegri - e che è aumentata l'importanza di Paesi come la Russia e la Cina all'interno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite; oggi sono loro a tenere sotto scacco le potenze occidentali. E tutto ciò avviene a causa dei profondi cambiamenti economici verificatesi negli ultimi anni.
Il capitalismo si sta rivoluzionando e così facendo ridisegna l'equilibrio politico globale. Fino ad oggi lo scopo ultimo del sistema economico era garantire mercati sempre più grandi. E questo spiega anche perché le teorie neo liberiste e le vecchie teorie liberiste, formulate durante la rivoluzione industriale, avevano quale fulcro d'analisi proprio il mercato. Ma in un mondo dove potenzialmente 7 miliardi di abitanti possono avere accesso allo stesso stile di vita di noi occidentali, l'ostacolo non è più come ed a chi vendere, ma come accaparrarsi le risorse necessarie per produrre. Il settore energetico ci offre un'anteprima sulla situazione futura dell'economia mondiale. Tra vent'anni la Cina consumerà complessivamente più energia dell'India, del Brasile e dell'Europa Unita. Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia Energetica Internazionale nel 2035 il fabbisogno energetico cinese sarà circa il 70% in più di quello degli Stati Uniti anche se il consumo pro capite rimarrà al di sotto di quello statunitense. Nei prossimi 25 anni il 90% della crescita della domanda energetica globale proverrà dalle economie emergenti e dai Paesi in via di sviluppo. Il tasso di crescita della domanda di nazioni quali Brasile, Indonesia e Medio Oriente sarà ancora più alto di quello cinese. Nel 2035 il consumo energetico del Brasile salirà del 2%, quello dell'India del 3,1% mentre quello cinese crescerà meno del 2%.
A soddisfare questa domanda saranno proprio le economie emergenti. Entro il 2035 più della metà del fabbisogno di petrolio mondiale verrà coperto dall'Opec. Ma non basta, le nazioni fuori dell'Ocse, produrranno circa il 70% della domanda globale di gas, con la Russia in testa.
Assistiamo, dunque, ad un grande rivolgimento politico ed economico della portata della rivoluzione industriale ma pochi in occidente se ne stanno rendendo conto. I nostri occhi sono fissi sul Vecchio Continente e sul futuro dell'euro. Ma non sarà l'Europa nè la moneta unica a decidere le sorti del mondo, le nuove generazioni, i nostri nipoti e pronipoti, dovranno condividere il pianeta con i nuovi giganti economici che stanno crescendo all'ombra del nostro, ormai polveroso, sistema economico. ( Fonte: www.caffe.ch)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post