" Contro i Notai " di Marco Morello, Carlo Tecce
Un privilegio non segue le leggi della natura: si crea ma non si distrugge, nemmeno si trasforma. Rimane immutabile nel tempo, si chiude a riccio per difendersi meglio da chi lo attacca.
I notai sono così: una casta ricca e inviolabile, uno strano ibrido incompiuto tra liberi professionisti e pubblici ufficiali, con i vantaggi degli uni e i benefici degli altri.
Una corporazione insomma, un mestiere di riti, di tradizione portata all'eccesso perché la tradizione contiene e l'innovazione non conviene. Così, nell'era di internet, un atto costa ancora migliaia di euro e la corsa al ribasso è impossibile: le tariffe le fissa la legge e la concorrenza è bandita.
Questa inchiesta, senza precedenti per ampiezza e livello di analisi del settore, tenta di forzare quella porta per capire cosa nasconde, per vedere quante mandate ha la serratura e soprattutto chi ne tiene le chiavi.
Tornando indietro, per scoprire dove e quando tutto è cominciato, come e perché; andando fuori, in Europa, negli Stati Uniti e ancora più lontano, per dare conto di cosa succede altrove; cercando dentro, raccontando raggiri, scappatoie, concorsi bugiardi, scandali clamorosi e altri fatti dimenticati; guardando avanti, per prevedere se durerà. Soprattutto, per suggerire un modo sensato perché non duri.
Un brano:
"Non sappiamo che tempo farà domani, che vita avrà l'euro, quale destino il governo, come cambierà il listino del fruttivendolo. Non sappiamo nulla, tranne che presto o tardi passeremo dal notaio. Per una vendita di un immobile o per costituire una società, magari per un testamento. Ci aspetta pazientemente sapendo che noi, muovendoci, lo incontreremo. Ecco perché questo libro non vuol essere un atto di accusa rivolto a una casta riservatissima, ma un esercizio di coscienza per capire cosa ci aspetta, e soprattutto a quali tariffe. I notai fanno casta con discrezione, sommano privilegi senza dar fastidio ai palazzi e nemmeno ai condomini. Si fanno tollerare e temere dai politici, anche perché spesso fanno politica loro stessi. Il mestiere è antico, e dunque immodificabile. Non c'è di meglio in giro, signori."
Giorgio Morello, giornalista freelance, catanzarese, è nato a Milano nel 1982 e vive a Roma. Scrive su Panorama, Corriere della Sera, Icon, il sito e i supplementi del Sole 24 Ore. Ha collaborato con Affari & Finanza della Repubblica, il Giornale, Lettera43, Corriere dello Sport, First, Economy e altri periodici nazionali. Ha contribuito con racconti e inchieste a Mediocri (2008) e Peccatori (2009) di Antonello Caporale.
| Prezzo € 11,50 |

