La Spagna è sempre più vicina al salvataggio europeo. Allo spread record si aggiungono le maxi-perdite del sistema bancario che potrebbero richiedere un intervento complessivo di 50 miliardi di euro. Tanto che il premier Mariano Rajoy ieri ha nuovamente smentire le voci – rilanciate da El Mundo – di un ricorso del Paese al fondo europeo di stabilità finanziaria, salvo poi auspicare che gli istituti di credito possano attingere al salva-Stati per ricapitalizzarsi. In risposta al maxi-piano di ricapitalizzazione e nazionalizzazione di Bankia appena annunciato, la borsa di Madrid ha chiuso ieri ai minimi di nove anni perdendo il 2,17%, mentre lo spread spagnolo ha ampiamente sfondato i 500 punti. In pochi sembrano credere all'ipotesi che Madrid ce la faccia da sola. E i titoli di Stato hanno risposto con un crollo all'ipotesi cui sta pensando il governo, ieri confermata da un portavoce del ministero dell'Economia, e cioè usare il debito pubblico, o bond emessi dal "Frob", il fondo spagnolo di salvataggio delle banche, per gli istituti di credito che poi potrebbero usare i titoli per finanziarsi alla Banca centrale europea. Un'ipotesi che rischia di esacerbare il circolo vizioso sempre più difficile da interrompere fra crollo del mercato immobiliare, la debolezza delle banche e titoli pubblici a picco. Tanto che in molti sono ormai convinti che, per interrompere la spirale, sia necessario l'aiuto esterno. «La Spagna potrebbe far ricorso al fondo europeo di stabilità finanziaria», scrive El Mundo, anche se «tutte le ipotesi sono aperte» e tutto si deciderà dopo le elezioni in Grecia di metà giugno. Secondo il quotidiano, dopo i 19 miliardi di euro di ricapitalizzazione impegnati per Bankia, sarebbero in ballo qualcosa come ulteriori 30 miliardi.
Fonte: www.gazzettadelsud.it