La Francia arranca per la recessione - di Andrea Perrone

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

 

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/06/HOLLANDE-5.jpgDeficit e debito pubblico della Francia peggiorano di molto rispetto alla stime del governo previste nel 2012. In base ai dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica francese (Insee), il disavanzo si è attestato l’anno scorso al 4,8% del Pil rispetto al 4,5% previsto dal governo e al 5,3% del 2011 mentre il debito pubblico ha raggiunto il nuovo record del 90,2% del Pil rispetto all’89,9% stimato dall’esecutivo francese e all’85,8% del 2011. In termini assoluti il debito della Francia si è attestato a 1.800 miliardi di euro. La Francia si era impegnata a ridurre il deficit al 3% del Pil nel 2013, ma il governo ha già annunciato un probabile sforamento dell’obiettivo fino al 3,7%. Il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, ha rivendicato che senza le misure correttive prese in estate “il deficit avrebbe superato il 5,5 per cento del Prodotto interno lordo. Abbiamo fatto lo sforzo strutturale atteso dalla Commissione europea, siamo sulla strada giusta”.
Ma intanto con questo nuovo rosso in bilancio la Francia ha visto l’incidenza del debito pubblico sul Pil lievitare al 90,2 per cento, secondo l’Insee, a fronte dell’85,8 per cento del 2011. Il governo ha già riconosciuto che avrebbe mancato obiettivo di disavanzo per quest’anno del 3 per cento del Pil, a causa di una crescita più debole del previsto, e ha chiesto ai suo partner europei più tempo per ridurre il deficit delle finanze pubbliche.
Sotto pressione da parte di Berlino e Bruxelles affinché non demorda dai suoi sforzi nello stringere la cinghia, il governo ha dovuto delineare piani riveduti per tagliare il deficit già a partire dalle prossime settimane.
Intanto, per indorare la pillola il capo dell’Eliseo ha cercato di rassicurare il popolo francese facendo affermazioni positive riguardo alla crisi e metodi con cui la si sta affrontando, non mancando però di attaccare l’Italia, per dimostrare che il BelPaese è in condizioni peggiori della Francia e che costituisce il principale problema dell’Eurozona. “Abbiamo risolto la crisi dell’euro” ma alcuni Paesi, come l’Italia, “sono sempre fragili”, ha osservato il presidente francese, François Hollande (nella foto), su France 2. Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, “sono in recessione”, mentre la Francia è “a crescita zero” e non crea occupazione, ha aggiunto sottolineando che proprio per questo “ho il dovere di ripristinare la crescita”, perché il Paese “non può più aspettare: ho il dovere di far uscire la Francia dalla crisi”. Ma non sarà forse che anche la Francia si sta avviando rapidamente anche lei verso la recessione o meglio che è in piena recessione senza volerlo ammettere? E Hollande invece di criticare gli altri farebbe bene a guardare a casa propria. E poi ha proseguito, puntando il dito immancabilmente contro il nostro Paese. “In Europa vedo montare i populismi, gli egoismi nazionali. Avete visto ciò che è successo in Italia?”, ha aggiunto il capo dell’Eliseo. Già perché gli egoismi nazionali sono presenti da secoli in Europa e la Francia è sempre stata un bell’esempio. Per questo il loro rancore nei confronti del nostro Paese è assolutamente ingiustificato. È ormai evidente che il capo dell’Eliseo vive una profonda difficoltà nel risolvere le difficoltà in cui è finito il Paese. Tuttavia i problemi del presidente francese non finiscono qui. Hollande, eletto nel maggio scorso, ha visto anche il crollo del sostegno popolare del suo operato già a partire da quest’anno, quando l’economia francese ha dato segni di crisi: rimane assolutamente stagnante e il tasso di disoccupazione è salito fino a quota 10,6%. In più aveva promesso di portare il deficit di bilancio al 3% dall’attuale 4,5, ma questo obiettivo non sarà raggiunto. Una delusione per tutti gli elettori, in particolare per quelli di sinistra che hanno creduto in lui, ma che nel giro di pochi mesi hanno visto il pieno fallimento delle sue promesse e dei suoi obiettivi di crescita e rilancio della Francia.
Fonte: www.rinascita.eu
a.perrone@rinascita.eu

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