La Financial Action Task Force: «Le banche denuncino i capitali sospetti»
Le banche di tutto il mondo dovrebbero essere obbligate ad allertare le autorità se hanno il sospetto che i depositi siano i proventi di evasione fiscale. Stando a quanto riporta il Financial Times, sono queste le raccomandazioni rese note nella giornata di ieri dalla Financial Action Task Force.
Quest’ultimo è un ente intergovernativo nato per sviluppare strategie di lotta al riciclaggio di capitali. Ne fanno parte 35 membri, in rappresentanza di Stati e centri finanziari internazionali. Fra gli osservatori si annoverano anche Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Nazioni Unite. Le raccomandazioni avanzate ieri costituiscono la prima revisione dei suoi standard nell’arco di un decennio.
Secondo la Financial Action Task Fore, i reati fiscali dovrebbero essere considerati come “reato presupposto” al riciclaggio di denaro. Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, chi viene dichiarato colpevole di evasione fiscale può anche essere dichiarato colpevole di aver riciclato il denaro intascato in modo illecito. Stando ai requisiti attuali, l’onere di relazionare sulle attività sospette starebbe alle banche. I governi – ha dichiarato l’organismo internazionale – dovrebbero inoltre rendere maggiormente accessibili le informazioni relative ai veri proprietari di trust e aziende.
Da parte delle organizzazioni che lottano per la trasparenza, un inasprimento dei controlli è stato accolto con favore, anche se alcuni replicano che si potrebbe fare di più. Robert Palmer, della lobby per la trasparenza finanziaria Global Witness, ha messo in guardia sulla possibilità di discrepanze fra le regole e la loro effettiva applicazione. Mente l’International Banking Federation chiede, tramite una nota, un certo margine di flessibilità. E auspica che «la pubblicazione dei nuovi standard sia il punto di partenza per un dialogo più approfondito». ( Fonte: www.valori.it)