Spagna, dal parlamento via libera alla riforma bancaria
I deputati spagnoli hanno approvato ieri definitivamente la riforma del settore bancario, che impone da parte degli istituti di credito un nuovo sforzo - pari a 52 miliardi di dollari - al fine di garantirsi i capitali necessari per fronteggiare gli strascichi dell’esplosione della bolla immobiliare.
La nuova normativa ha ricevuto quasi un plebiscito tra i rappresentanti iberici: i sì sono stati ben 303 su 350, ed hanno visto uniti i parlamentari eletti nel Partito popolare (attualmente al governo), nel partito socialista PSOE e nel coalizione nazionalista catalana CIU. Ad astenersi è stato solo il Partito nazionalista basco, mentre qualche piccolo gruppo di estrema sinistra ha optato per il no.
L’obiettivo dichiarato dal governo è di costringere le banche ad avviare nuove operazioni di fusione «per creare degli istituti più solidi», ha spiegato il ministro dell’Economia Luis de Guindos presentando la riforma. Si tratterà comunque di un passaggio non semplice, dal momento che il quantitativo di prestiti concessi dalle banche negli anni scorsi, e ritenuti oggi a rischio, è pari ad oltre 176 miliardi di euro.
Secondo le autorità spagnole occorrerà raggiungere una quota di accantonamenti pari all’80% di tale cifra per poter considerare il comparto in grado di reggere all’urto di un’eventuale ondata di insolvenze. ( Fonte: www.valori.it)