Giappone, la banche valutano un nuovo salvataggio di Tepco
Saranno probabilmente le banche a salvare la Tokyo Electric Power (Tepco), organismo che gestisce (e vigila) sulle centrali nucleari giapponesi, e che dopo il disastro di Fukushima è entrato nell’occhio del ciclone. Un terremoto che non ha tardato a manifestarsi anche sul fronte finanziario, con ingenti perdite che hanno colpito la società.
Ora, per questo, è necessario l’ennesimo salvataggio d’emergenza. E il presidente dell’Associazione dei banchieri giapponesi, Katsunori Nagayasu, ha spiegato di aver avviato contatti con i vertici di Tepco per verificarne nel dettaglio i problemi economici, al fine di ottenere la garanzia che i prestiti che saranno erogati potranno essere restituiti. Nagayasu, che è anche numero uno di Mitsubishi UFJ Financial Group, è d’altra parte particolarmente interessato, dal momento che l’istituto da lui diretto risulta uno dei maggiori creditori, insieme a Sumitomo Mitsui Banking Corp, Mizuho Corporate Bank e altri.
Lo scorso anno, infatti, le principali banche nipponiche avevano concesso una prima linea di credito alla Tepco, pari a circa 2 mila miliardi di yen. Capitali, che però non sono stati sufficienti a parare il colpo delle perdite: per questo la scorsa settimana il governo di Tokyo si è visto costretto a approvare un ulteriore aiuto finanziario da 690 miliardi, e ha cominciato a premere sulle banche affinché facciano la loro parte. Ma i manager degli istituti di credito si stanno muovendo con i piedi di piombo: temono infatti che l’esecutivo possa decidere di riformare radicalmente la società, prendendone il controllo e smembrandola in entità indipendenti.
Quello che è chiaro, in tutto ciò, è che i costi del disastro nucleare continuano a pesare sulle tasche dei contribuenti (attraverso lo Stato) e dell’economia reale (in ragione dei crediti che saranno probabilmente concessi alla Tepco, anziché andare ad alimentare i prestiti a cittadini ed imprese).( Fonte: www.valori.it)