La Banca d’Italia boccia l’Imu

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1371147933.jpgUna relazione della Banca d’Italia illustrata nel corso di una audizione alla Commissione Finanze del Senato, ha rimarcato la sostanziale confusione con la quale l’Imu si presenta ai cittadini contribuenti, facendo coesistere sulla stessa base imponibile imposte afferenti a diversi livelli di governo, quello nazionale e quello locale. Secondo Via Nazionale, una riforma della tassazione immobiliare può rappresentare l’occasione per una ulteriore razionalizzazione dei poteri di prelievo, condotta nello spirito della separazione delle fonti. Da qui il suggerimento di destinare ai Comuni l’intero gettito della tassa meno amata dall’Italia

Sotto accusa il sistema utilizzato per determinare la base imponibile dell’Imu. Infatti, le differenze nel divario fra la base imponibile basata sulle rendite catastali e gli effettivi valori di mercato degli immobili possono generare fenomeni di iniquità. L’ultimo aggiornamento del catasto risale infatti al 1990 e la scostamento tra i valori catastali e i valori di mercato tende a crescere con l’età degli immobili e tende a favorire i contribuenti più ricchi. Si deve intervenire quindi per produrre effetti positivi anche sul piano distributivo. Secondo la Banca d’Italia per realizzare una svolta del genere ci vorranno almeno cinque anni.

Via Nazionale ha sottolineato poi come l’introduzione dell’Imu abbia comportato un forte aggravio di imposte per le imprese, colpendo la superficie dei fabbricati destinati all’attività produttiva, quella dei negozi e degli uffici. Oltretutto è rimasta la minore deducibilità delle spese di gestione e di manutenzione degli immobili ai fini della deduzione delle imposte dirette e dell’IRAP. La politica insomma non ama le imprese. ( Autore: Andrea Angelini)

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