L'italia alle urne ignorata dai mercati - di Loretta Napoleoni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://static.internazionale.it/assets/img/authors/88.jpgL'Italia va alle urne in un clima simile a quello dei primi anni Novanta, i tempi di tangentopoli, meglio noti come gli anni della transizione dalla prima alla seconda repubblica. E come molti sostengono, anche quest'ultima sembra ormai agonizzante, tanto che c'è già chi parla di terza repubblica. Come nel lontano 1992, i mercati finanziari sembrano ignorare i segni premonitori della nuova tempesta politica, che potrebbe scatenarsi sulla penisola già la prossima settimana, se l'elettorato voterà contro i partiti dell'establishment. Sebbene gli spread stiano salendo, si è ancora lontani dai livelli, reputati critici, del 2011. Anche i "credit default swaps", le assicurazioni contro un'uscita dall'euro o un peggioramento della situazione finanziaria, sono ancora ragionevoli e le agenzie di rating non si sono mosse per abbassare ulteriormente i loro giudizi sull'economia della nazione.
Eppure i segni premonitori di una nuova tangentopoli sono ormai evidenti. Le indagini sullo scandalo del Monte dei Paschi di Siena stanno mettendo in luce igrosserregolarità, prima fra tutte l'utilizzo della banca per motivi ed ambizioni politiche da parte del Partito democratico al fine di consolidare il suo controllo sulla città di Siena e sull'intera regione toscana. Lo scandalo di Finmeccanica, accentrato sulle tangenti per finalizzare la vendita all'India di 12 elicotteri della compagnia AugustaWestland, pari a 560 miliardi di dollari, è uno scandalo che secondo alcuni magistrati potrebbe veder coinvolta la Lega grazie ai legami con Giuseppe Orsi, ex Ceo di Finmeccanica. Sebbene la scorsa settimana Orsi sia stato arrestato, continua a professare totale estraneità alle tangenti.
Il terzo scandalo si riferisce alla Saipem, società che vende servizi all'industria petrolifera, che si sospetta essere coinvolta in un giro di tangenti pagate all'Algeria. Il più grosso azionista della Saipem è l'Eni, società controllata dallo Stato italiano. Tra i vertici inquisiti dell'Eni compare Scaroni, già implicato negli anni Novanta in tangentopoli e, ciònonostante ricomparso negli ultimi vent'anni alla guida di alcune società statali, tra le quali anche l'Enel, ente elettrico dell'energia.
Come ci insegna il "Gattopardo" in Italia quando tutto cambia è per evitare alterazioni dello status quo, ma non è detto che il rinnovamento in arrivo con queste elezioni riproporrà gli stessi modelli di corruzione del passato. Il Movimento 5 Stelle ha fatto della lotta alla corruzione il suo cavallo di battaglia e molti si augurano che renda obsoleto il celeberrimo detto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Fontte: www.caffe.ch

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