In Europa cresce la finanza sostenibile
In Europa, nel corso del 2010, si è mantenuto positivo il bilancio delle vendite dei fondi SRI (Social Responsible Investment): a dimostrarlo è un'analisi della società di ricerca Lipper FMI per il sito Responsible-Investor.com.
Si tratta di quegli investimenti ritenuti “sostenibili” perché coinvolgono imprese che seguono determinate politiche di governance ambientale e sociale (le cosiddette istanze ESG). Nel dicembre del 2010 sono stati veicolati in questo tipo di investimenti 623,8 milioni di euro. Come di consueto, in questo settore a fare la parte del leone sono i money market funds, fondi comuni di investimento mobiliare che di norma garantiscono una certa stabilità a fronte di un rendimento modesto. In termini assoluti, il maggiorefund manager è il francese Amundi's Tréso ISR, che gestisce asset per 7,1 miliardi di euro; lo seguono Natixis' Fonsicav con 6,6 miliardi e Avivs's ISR Court Terme con 1,6 miliardi.
Ci sono poi quelli che vengono classificati “RI Extended”: si tratta degli investimenti in società che seguono molteplici criteri di tipo etico nelle loro politiche di governance, e il cui core business è, ad esempio, la microfinanza o la lotta al cambiamento climatico. Anche per quanto riguarda questi ultimi, a dicembre è stata recuperata la perdita di 383 milioni di euro del mese precedente, con investimenti pari a 841,2 milioni di euro. C'è da dire che la stragrande maggioranza (804 milioni di euro) proviene da un solo soggetto, il norvegese Storebrand Global Stat Fund. ( Fonte: www.valori.it)