" Immatricolazioni, deciso recupero del Gruppo Fiat nel mese di aprile " di Paola Barbetti
| Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa), secondo i dati resi noti ieri dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha immatricolato in Italia ad aprile 40.746 nuove vetture, contro le 46.186 di un anno fa. Certo marzo era stato per il gruppo torinese il mese peggiore degli ultimi 32 anni, ma Fiat nel quarto mese fa meglio della media nazionale di mercato (che vede invece un calo del 17,99%) e ritocca al rialzo la propria quota di mercato, che passa dal 29,21% di aprile 2011 al 31,42% di aprile scorso. Marzo era stato "funestato" dallo sciopero delle bisarche, per cui il recupero guidato da Sergio Marchionne è da imputare in parte alle riconsegne slittate di un mese. Lo stesso fattore però non ha supportato la performance del mercato nazionale che chiude il quarto mese dell'anno con un calo di quasi il 18%, registrando 129.663 nuove immatricolazioni contro le 158.113 di aprile 2011. Con i dati di aprile, «la proiezione su base annua degli ultimi sei mesi si attesta a 1.465.625 immatricolazioni, un volume di vendite che non veniva più realizzato dal 1983», commenta il Centro Studi Promotor sul mercato italiano dell'auto. Proteste intanto agitano il settore in Germania. Centinaia di lavoratori della Daimler ieri hanno scioperato dopo il mancato accordo tra sindacati e azienda su un aumento degli stipendi. E per oggi sono in programma altre proteste che coinvolgeranno oltre 100 aziende tedesche tra Porsche e Volkswagen. Ma in Italia il mercato dell'auto è decisamente in crisi, e a crescere è solo il prezzo del carburante, sintetizza Federauto. «Il dato delle immatricolazioni di aprile, quinto mese consecutivo con un calo a due cifre, risulta non veritiero in quanto alterato dai recuperi per lo sciopero delle bisarche del mese scorso», dice il presidente Filippo Pavan Bernacchi secondo il quale il 2012 è destinato a chiudersi a 1.370.000 pezzi. Le immatricolazioni nel primo trimestre del 2012 e la fiducia dei concessionari sono ai minimi storici: secondo un sondaggio DealerStat di Quintegia, se si "potesse ripartire da zero" solo un'impresa su 4 sarebbe decisa a proseguire con lo stesso lavoro e mandato. Il 21% poi cambierebbe del tutto lavoro, mentre il 32% è insoddisfatto del rapporto con la casa costruttrice al punto che cambierebbe mandato. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it) | ||
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