Il bocconiano " truffato" da un pataccaro

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2013/03/19565_3_medium.jpgMa è credibile, ma è mai possibile che un bocconiano quale si presenta Gabriele Giulini, Patron del Bellinzona calcio, creda ad un imbonitore qualsiasi? Uno sconosciuto abbigliato da commesso viaggiatore che, con raffazzonati equilibrismi lessicali , gli offre un'obbligazione da 50 milioni. Un titolo emesso da un fondo lussemburghese.  Giulini si lascia incantare e, ora che i suoi rubinetti milionari si sono misteriosamente interrotti, la tira fuori. Annuncia che i debiti a breve saranno saldati. Si presenta alla Bsi di Lugano, ma...
Il resto è storia di questi ultimi giorni. La banca non ha dato un centesimo a Giulini e lui ora dice d'essere vittima di un raggiro. La "truffa" di un pataccaro ad uno che vanta una laurea in economia alla Bocconi! Sarà per questo che giovedì scorso, in tarda mattinata, il Patron è stato visto entrare negli uffici della Procura penale grigionese a Roveredo?! Giulini ha la dimora nei Grigioni, a San Bernardino. La notizia è certa, ma la ragione della sua presenza per ora è sconosciuta.
Ecco, bisogna partire da qui, da questa obbligazione, per cercare di capire cosa è accaduto e sta accadendo attorno al Bellinzona calcio. Ancora una settimana e la squadra rischia la cancellazione dal campionato se i debiti (in totale tre, quattro milioni) non verranno saldati e non saranno date le garanzie per arrivare al termine della stagione, il prossimo giugno.
La Russia
Gabriele Giulini ha visto crollare le proprie certezze e la propria fortuna - costruita grazie alla famiglia che opera nel campo della lavorazione del magnesio - soprattutto a partire dallo scorso anno. Dopo, dopo aver acquisito circa tre anni fa il Bellinzona. Dopo, dopo aver annunciato, oltre un anno fa, il progetto per la realizzazione di uno stadio di calcio a Castione. Dopo! Quindi la frittata è stata inevitabile.  E così Patron Giulini ha superato soffrendo l'estate e l'autunno e arrivato alle soglie dell'inverno e del 2013 non è riuscito ad onorare nessuno, ma proprio nessuno dei propri impegni.
La sua fortuna è crollata in concomitanza ad un'avventura finita male in Russia. Operazioni sbagliate nel campo della lavorazione del magnesio, l'investimento milionario della sua famiglia che lo ha spalleggiato, il crac e gli attriti con il fratello Tommaso a capo delle società dei Giulini. Così dall'estate scorsa Gabriele è stato finanziariamente ingessato.
Ha tentato di tutto per tranquillizzare chi da lui attendeva contratti e denaro. I proprietari dei terreni a Castione, per la realizzazione dello stadio da 150 milioni, di giustificazioni e di "pagherò", da Giulini ne hanno sentiti a iosa.  La Bellarca - si chiama così la società con in testa Renza De Dea costituita ad hoc per la vendita di quell'area (circa 4 milioni di franchi) - aspettava, se non la firma del contratto, quantomeno un congruo anticipo. Ma il Patron in estate era... vago e goffamente rassicurante.  
L'impresa Hrs
Vedete, leggete qui: l'impresa di costruzioni svizzera "Hrs", un colosso, per accapparrarsi i lavori dello stadio è disposta a darmi subito 2 milioni e mezzo. Quel che Giulini mostrava non era un contratto, ma un impegno poco più che verbale. Credibile sì, usuale, ma... Ma com'è possibile, ci si è iniziati a chiedere in Ticino, che quest'uomo voglia realizzare uno stadio da 150 milioni e non abbia la disponibilità o le garanzie nemmeno per acquistare i terreni?!
I terreni lombardi
Domande legittime. Che hanno preso forma e sostanza con l'inoltrasi dell'autunno. Niente anticipo, niente contratto. Ed ancora una giustificazione. Vedete, leggete qui (un articolo di giornale): in Lombardia noi Giulini abbiamo acquistato da una comunione ereditaria, una grande aerea, ma tutto ora è bloccato per una lite interna ai venditori. Capite, io pensavo di mettere un'ipoteca su un terreno e con questi soldi... Ma come, ci si ridomanda, vuol pagare 4 "miseri" milioni con un'ipoteca! E per i 150 dello stadio?
La crisi era ormai evidente.  Ed è proprio per uscire da quest'asfissia che il Patron ne ha pensate di cotte e di crude per reperire denaro. Così, pure un'obbligazione di un imbonitore, abbigliato da commesso viaggiatore, sarebbe potuta andar bene.
Il contratto
Giulini ha creduto di poter risollevarsi temporeggiando, tanto che a inizio dicembre promette di regalare (sì, regalare) un milione (sì, un milione) al Comune di Castione. Cosa era accaduto? Boh, fatto è che riesce anche ad anticipare alla Bellarca circa 400 mila franchi. Ma qui finisce la sua liquidità. Sebbene sotto Natale, marcato a uomo da Bellarca, abbia firmato il contratto per l'acquisto dell'area.
Circa tre milioni e mezzo, considerato l'anticipo, da versare entro la fine dello scorso gennaio. Un'illusione, più che una speranza. Tanto che da febbraio, incalzato dal gruppo di imprenditori, Giulini inizia a balbettare altre giustificazioni. Il denaro è in Inghilterra. Ho problemi bancari per il trasferimento in Svizzera. Questa la giustificazione ripetuta per settimane. Sino a qualche giorno fa. Sino a mercoledì, quando è saltato un incontro previsto in mattinata a Milano fra Giulini, il fratello Paolo e un rappresentante del gruppo ticinese del terreno di Castione.
Un sms e il vertice è stato cancellato. Anzi, no. Spostato a Lugano nel pomeriggio. Anzi, no. Annullato.  Sostituito da imbarazzate telefonate di giustificazione. Sono stato vittima di un raggiro. E della stampa, ovviamente. Tanto che ieri, sabato, alla nostra redazione ha risposto seccamente: "Guardi, io al Caffè non rilascio più alcuna dichiarazione".
r.c
Fonte: www.caffe.ch

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post